Finardi a Erba: 40 anni di musica ribelle

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L’incontro 40 anni di musica ribelle alla Fim di Erba si apre con il video di un giovanissimo Eugenio Finardi che canta proprio Musica ribelle: a LarioFiere stiamo per ripercorrere il repertorio del cantautore milanese dal 1976 – anno di pubblicazione di Sugo – al 2016. «40 anni di musica ribelle non si riferisce all’anniversario della canzone, ma piuttosto a tutti questi anni dedicati alla musica creata e suonata con atteggiamento critico – afferma Finardi – La riscoperta degli albori della mia carriera artistica è nato da ritrovamenti di nastri dell’epoca in fondo a un magazzino. Ascoltare il mio primo album, pubblicato a 22 anni e prodotto con un grupppo di ragazzini sognatori che sono inconsapevolmente riusciti a creare dei suoni, mi ha fatto riflettere».

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14291860_706107969546578_4834471065974103525_nNegli anni Settanta la produzione artistica di Finardi cade come un meteorite sul mondo della musica italiana; l’artista si racconta come un senzapatria che, poco più che adolescente, trova la sua casa non in un luogo ma in un’idea. «Volevamo cambiare il mondo affinchè fosse più giusto, equo. Io ero un hippy, ma non facevo parte del movimento studentesco, che era marxista e più legato a un concetto di lotta. Noi volevamo solo portare la psichedelia nella scena alternativa italiana». Finardi riflette sul clima politico e sociale di quegli anni, si parla dell’incontro fra le riviste Lotta Continua e Re Nudo, due punti di riferimento per la generazione che ha vissuto Parco Lambro e il movimento di controcultura degli anni Settenta. I nomi che contribuiscono a ripercorrere la storia della musica ribelle sono tanti, fra tutti Demetrio Stratos e Patrizio Fariselli (Area), Lucio Fabbri (Pfm) e Alberto Camerini. L’artista ci parla di come è nata La radio, altra celebre traccia di Sugo: «Era il ’75, e ai tempi conducevo una mia trasmissione a Radio Milano Centrale. Ero un fricchettone e ho scritto la canzone da usare come sigla del programma». Mi colpisce un’ultima riflessione proposta da Finardi riguardante la natura della sua prima creazione artistica: «Musica ribelle è, forse, il primo pezzo rock riconosciuto anche all’estero in quanto rock italiano. Ma se ascoltiamo bene nel pezzo e nel resto del disco non si sente la presenza della chitarra elettrica, strumento rock per antonomasia»: al suo posto si ascoltano, infatti, mandolino e violino elettrici, strumenti italiani doc. L’artista ci fa quindi notare come in Sugo la presenza delle radici della musica popolare italiana abbia dato all’album un’impronta del tutto unica. Un pomeriggio interessante e riflettuto quello alla Fiera Internazionale della Musica di Erba, in un incontro che ha stimolato mente e anima al fine di trovare l’essenza della vera musica ribelle.

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