Fellow Pynins, magia in una notte d’agosto

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Quando si dice paesino sperduto. Ponte in Valtellina, appunto, paesino sperduto nella ridente conca vicino a Sondrio, eppure centro dalla antichissima storia, con una piazza deliziosa: una fontana, una loggia, un palazzo e una chiesa. e dentro il palazzo, Dani Aubert e Ian Van Ornum, due ragazzi arrivati qui dall’Oregon, Stati Uniti, dopo un lungo tour europeo. Un banjo, una chitarra, due voci: i Fellow Pynins. Una coppia, che, oltre ad aver messo al mondo una bimba di 4 anni, ha deciso di girare il mondo proponendo i suoi pezzi. Melodie fra i Fleet Foxes e i Kings of Convenience, folk rivisitato in chiave contemporanea, con i dubbi e le inquietudini di una coppia che non smette di forgiare sogni. Arpeggi delicatissimi, accordi e intrecci vocali che si sovrappongono senza contrapporsi. La grande sala quattrocentesca di piazza Luini accoglie poche decine di persone, ma nel più assoluto silenzio, e tutti sono sospesi ad ascoltarli.

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Loro due si guardano, sorridono a noi, si sorridono a vicenda, e i sorrisi diventano note, voci, canto. Le loro storie sono minime. Parlano di fughe, di ragazzi di città che diventano pastori improvvisati, di armonia con la natura, di amore e passione. I loro sguardi sono forse più eloquenti delle loro parole; ma ancora più lo sono le armonie che intrecciano con un banjo e una chitarra. Fuori dalla finestra dell’antico palazzo, iniziano a brillare le luci delle stelle. Dentro, i due ragazzi conquistano il pubblico con la bravura e la dolcezza, la comunicativa e la simpatia. In un altrove qualsiasi, in questo mezz’agosto, si consumano i riti vacanzieri, il consumismo e i tormentoni da spiaggia. In questa sala antica, il tempo si incanta. E torniamo a credere nell’amore e nella musica.

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