Eleonora Abbagnato racconta la sua Carmen

eleonora-abbagnato-racconta-la-sua-carmen
0 560

SPETTACOLI, TEATRO MASSIMO; BALLETTO "CARMEN" CON ELEONORA ABBAGNATO.È la volta della danza classica, ma caliente, per il Festival Como città della musica in corso, con successo, nell’Arena del Teatro Sociale di Como. Dopo aver accontentato tanti tipi di pubblico, da quello del melodramma ai più giovani con musica techno e rap, ora tocca al grande repertorio sulle punte, riletto, però, con qualche elemento innovativo e fresco. Domenica 10 luglio, alle 21.30, nella Carmen di Bizet, sarà protagonista un beniamina del pubblico. È la bella e brava Eleonora Abbagnato, impegnata in una coreografia di Amedeo Amodio, con adattamento e interventi musicali originali di Giuseppe Calì. Scene e costumi sono di Luisa Spinatelli, per una produzione Daniele Cipriani Entertainment. Ecco come la nota e amata danzatrice, che a 22 anni divenne première danseuse dell’Opéra di Parigi, descrive la prova.

Signora Abbagnato, ci racconta questa Carmen di Amodio, tra vicinanza e differenze con il balletto originale di Petit?
La Carmen nella interpretazione di Amodio è profondamente diversa da quella di Roland Petit. È come un lungo ripercorrere avvenimenti già accaduti, rivissuti in chiave psicologica, senza concessioni all’ambientazione folcloristica locale. Niente a che vedere con la sensualità parigina della visione di Petit.
Come ha costruito il suo personaggio che viene definito, in questa coreografia: consapevole, passionale, spavaldo e giocoso?
Il personaggio si va costruendo un po’ alla volta, nella consapevolezza di non poter in alcun modo sfuggire al proprio tragico destino. Per raggiungere questo scopo, si serve di ogni mezzo
La coreografia viene definita mediterranea. Perché?
Si può considerare mediterranea questa esplosione di pulsioni istintive, espressioni di un mondo lontano dalla ragione.
Qual è il suo rapporto personale con la figura di Carmen rispetto ad altre eroine della danza?
È un ruolo che amo molto e che si presta a molteplici letture: in lei riconosco il mio amore per la libertà ad ogni costo. Naturalmente non posso scordare di essere stata nominata étoile all’Opéra de Paris proprio al termine della rappresentazione di Carmen.

Quali le caratteristiche interpretative dei danzatori che ricoprono i ruoli principali oltre a quello di Carmen?
Il loro apporto non si esaurisce nell’interpretazione coreografica, ma contribuisce allo svolgimento del dramma, come fossero attori senza parole
Un’altra caratteristica dello spettacolo è la presenza di inserti musicali originali. Ce ne può parlare?
Il lavoro di adattamento di Calì ha voluto restare il più possibile fedele alla musica originale di Bizet: solo alla fine, quando la tragedia sembra oltrepassare i limiti temporali, la musica di Bizet ritorna in forma di ricordo, come uno sguardo sul passato, fino alla riduzione del suono ai limiti del silenzio
Lei, oltre a ruolo di danzatrice, ha scelto di dirigere il corpo di ballo del Teatro dell’ Opera di Roma. Inoltre è madre e moglie. Come riesce a svolgere tutti questi ruoli e qual è il più difficile?
È questione di amore e passione per quello che si fa. E poi è questione di organizzazione e razionalizzazione del proprio tempo. Sicuramente il ruolo più delicato è quello di madre
Eleonora Abbagnato ritorna a Como e al Sociale. Cosa la lega la nostra città e al nostro teatro?
Mi piace molto la vostra città con il suo splendido lago. E che dire del Teatro Sociale, un autentico gioiello che meriterebbe di essere più conosciuto.

SPETTACOLI, TEATRO MASSIMO; BALLETTO "CARMEN" CON ELEONORA ABBAGNATO.

(Biglietti da 50 a 40 euro in vendita alle casse del teatro in piazza Verdi a partire dalle 16 fino all’inizio dello spettacolo. Info: www.comofestival.org o 031/270170).

Lascia un commento