Edoardo de Angelis e Jono Manson: due grandi Musictellers

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Prima di entrare nei dettagli di questo incontro, ecco un’offerta pazza di BiBazz: volete due ingressi omaggio? Il primo che si presenterà alla cassa gridando BIBAZZ li otterrà. Ma, attenzione, solo il primo: in bocca al lupo!

Quello di giovedì 14 luglio alle 21.30 al Chiostrino di Santa Eufemia in piazzolo Terragni 4 è uno degli appuntamenti più attesi della rassegna Musictellers. A esibirsi e a raccontarsi saranno due grandi protagonisti della canzone d’autore, d’Oltreoceano e della scuola romana, rispettivamente Jono Manson e Edoardo De Angelis. Partiamo da quest’ultimo perché parlare di lui significa raccontare di un autentico caposcuola, grandissimo operatore culturale, oltre a essere uno degli autori più raffinati e popolari al tempo stesso. Basta Lella, un capolavoro tra capolavori, a inserirlo nella strettissima cerchia di quelli che hanno saputo scrivere testo e musica di un brano entrato quasi subito nella tradizione popolare, come se si trattasse di uno stornello. È una storia in bianco e nero, senza fronzoli, ricca di immagini vividissime, quasi pasoliniana (anzi, per certi versi questo delitto passionale tenuto nascosto per quattro anni dall’assassino rimanda a La commare secca, l’esordio cinematografico di Bertolucci scritto proprio da Pasolini), forte di una melodia indimenticabile e di un ritornello da cantare in coro.

Ed è solo una delle tantissime canzoni di un artista che ha una carriera lunga, alle spalle. Al Folkstudio di Roma ha spianato la strada per colleghi come Antonello Venditti e Francesco De Gregori: la produzione dei primi due album del principe porta la sua firma così come La casa di Hilde. Da non sottovalutare anche l’avventura della Schola Cantorum, durata quattro album, con grande successo, prima di inaugurare una discografia fatta di tante piccole perle che andranno a comporre il mosaico di questo appuntamento.

Manson ormai è di casa nel nostro Paese, dove ha anche prodotto o ha collaborato a diversi album di autori emergenti incontrati nell’incessante peregrinare verso il prossimo concerto. È il caso del bluesman Paolo Bonfanti, con cui è arrivato a incidere in duo, di Stefano Barotti, dei Mandolin Brothers, dei Gang, con cui è impegnato proprio in questi giorni. In proprio ha inciso tanti dischi. L’ultimo è Angels on the other side e nella versione italiana, curata da Andrea Parodi per Appaloosa e arricchita dalle traduzioni di tutti i testi (e non è poco), c’è anche una chicca che non può passare inosservata. È Never never land, traduzione de L’isola che non c’è, perla di Edoardo Bennato. Non capita spesso, anzi quasi mai, che un artista americano riconosca la grandezza di una canzone italiana tanto da volerla far conoscere nella sua lingua: questa è una piacevolissima eccezione.

È un artista eclettico, nato in una famiglia di artisti: sua madre danzava nella compagnia di Martha Graham e tutti conoscono i cugini di Manson, i fratelli Joel and Ethan Coen. Dal canto suo Jono ha capito prestissimo di essere destinato a diventare un musicista: ha fronteggiato il suo primo gruppo a soli sette anni, nel 1978. Bisogna aspettare gli anni Ottanta, però, perché un Manson ventenne si distingua in luoghi mitici come il Max’s Kansas City e il Cbgb’s come Joey Miserable and the Worms: è la più celebre e duratura di tante formazioni che vedono coinvolto questo musicista che è anche un bravissimo tecnico del suono, molto richiesto in sede di registrazione (oggi ha uno studio tutto suo). Da allora non si è più fermato.

Come sempre accade in Musictellers, i due artisti non si limteranno a suonare, ma si racconteranno al pubblico con l’aiuto dei giornalisti Alessio Brunialti e Maurizio Pratelli. Al termine spaghettata di mezzanotte a cura del ristorante Cibooooh. Ingresso a 10 euro. In caso di maltempo la serata si svolgerà ugualmente, da Nerolidio Music Factory in via Sant’Abbondio 7.

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