È Paskua panq a Cantù con Daikon, Metelkova e Banda Barzotti

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Come da rito, All’Unaetrentacinquecirca arriva provvidenziale a farci sentire meno soli durante le festività. Domenica sera è stata la volta della Pasqua Ignorante vol.4, inclusiva festa punk&roll in cui energia gratuita, musica senza pretese e tantissima voglia di spaccare tutto si mescolano in un cocktail esplosivo.

Banda Barzotti

Ad aprire la serata è la già collaudata Banda BarzottiLupo chitarra e voce, Jacopo chitarra e voce, Gava chitarra, Munich batteria – che a suon di brani ska e punk inizia a radunare il pubblico disperso fra tavoli e sala biliardo. Pur dovendo pagare lo scotto di chi si trova a rompere il ghiaccio, riescono a farsi sentire e a raccogliere applausi calorosi proponendo brani di repertorio come Broccoli in freezer alternati ad alcuni inediti.

Metelkova

Segue la prima esibizione in assoluto dei MetelkovaEle, voce, Sam alla chitarra, Ciro alla chitarra, Giannino alla batteria, Fìo basso e cori – garage band di recente formazione che suona brevi pezzi punk aggressivi, forte di una cantante che non si fa problemi a urlare a squarciagola nel microfono e a interagire col pubblico. I debuttanti vengono accolti con tanto entusiasmo che arrivano a proporre un bis e poi un tris con l’Altra canzone (i titoli dei pezzi, ci spiegano, non li hanno ancora pensati), quella che non avevano provato molto ma che, tutto sommato, colpisce comunque nel segno.

A chiudere infine i giovani, coloratissimi DaikonMatteo Conzatti chitarra e voce, Daniele Dem Ruspino basso e voce, Elia Molteni batteria), nella loro nuova formazione che vede l’aggiunta alla voce di Filippo Birattari. Salgono sul palco con nonchalance muniti di camicie hawaiiane, tutone da idraulico e colletti da prete e subito si scatenano con Improbability, singolo del loro album Turnips waterfall.

Daikon

Ogni brano è piú carico del precedente, si va in crescendo finché fra le prime file ci ritroviamo a pogare (e a cadere per terra) mentre intorno volano bicchieri di birra svuotati: gli headliner non perdono un colpo e riescono perfettamente nell’intento di farci sudare e dimenare. Più l’atmosfera s’infuoca più la sala si riempie di gente che, attirata dai loro pezzi aggreganti e ultraenergetici, si butta nella mischia. Quando posano gli strumenti chiudendo l’esibizione, a giudicare dalle espressioni che capto tra la folla, possono star certi di essersi guadagnati nuovi fan.

In sintesi tanta birra, tanto entusiasmo e tanta buona musica: All’Unaetrentacinquecirca ha centrato ancora il bersaglio.

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