Domo Emigrantes e Arsene Duevi, il colore dei suoni al San Teodoro

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La musica è viaggio, scoperta, colore, bellezza. La musica conquista, avvicina, unisce, libera. La musica abbraccia ed emoziona, soprattutto quando ci assomiglia. Ed è proprio così che si è sentito il numeroso pubblico presente, sabato scorso, al concerto dei Domo Emigrantes e Arsene Duevi al Teatro San Teodoro di Cantù, primo appuntamento nell’ambito della stagione Musicamorfosi.

Arsene Duevi

Il compito di aprire la serata è spettato all’artista e sciamano Duevi, originario del Togo, che ha regalato alla platea suggestioni emotive legate all’Africa e alle sue sonorità, raccontando la sua terra con amore profondo e nostalgica felicità.

Arsene Duevi con SuperCori

Supportato da una loop station e dalla formazione canora dei SuperCori, l’artista ha coinvolto i presenti nelle sue magie vocali, prima di introdurre la performance del gruppo salentino dei Domo Emigrantes.

 

Stefano Torre (voce, chitarra, bouzouki, mandolino, friscalettu, zampogna), Filippo Renna (voce e percussioni), Lello La Porta (fisarmonica), Andrea Dall’Olio (violino), Gabriele Montanari (violoncello) e il musicista curdo Ashti Abdo (voce, tembur, saz curdo) hanno portato sul palco della location canturina il sole e le tradizioni musicali dei paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo, presentando in anteprima alcuni brani del loro disco intitolato Aquai (“Qui” in dialetto salentino), vincitore del Bando Siae (categoria Nuove Opere), che sarà pubblicato a dicembre da Musicamorfosi.

 

Tra contaminazioni e ritmi irresistibili, l’esibizione dei sei giovani e talentuosi musicisti ha travolto di intensa vitalità l’intero pubblico, dando prova, una volta di più, di come la musica non abbia confini e di quanto la diversità sia preziosa e arricchente.

Domo Emigrantes

Un racconto sapiente, quello dei Domo, intriso di cultura, speranza e meraviglia, in cui tutti si possono riconoscere.

Stefano Torre dei Domo Emigrantes

(Foto di Eleonora Pafundo)

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