Diana Krall apre le notti di Villa Arconati

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Il Festival di Villa Arconati è una delle manifestazioni estive più attese. Ogni anno il parco delle Groane, a Castellazzo di Bollate, ospita grandi nomi internazionali e nostrani, spaziando tra i generi, badando sempre alla qualità e il calendario 2016 non fa eccezione. Diana Krall, Cat Power, Ian Anderson, Joan Baez, Francesco Guccini, Goran Bregovic e Cristiano De André si alterneranno sul palco nelle notti di luglio.

L’apertura, martedì 12, è affidata a una delle jazziste più popolari: Diana Krall. Pianista e cantante dotata anche di indubbio charme, ha venduto 15 milioni di dischi nel mondo, conquistando anche cinque Grammy e nove Juno Awards. Nel suo ultimo album, Wallflower, rilegge con impronta personale classici d’autore dei primi anni Settanta, da Elton John agli Eagles passando per Dylan (è suo il brano del titolo) e approdando a un inedito di Paul McCartney (biglietti da 80 a 40 euro più prevendita).

Chan Marshall, alias Cat Power, torna in Italia domenica 17 luglio. Non ha pubblicato nuovi album dopo Sun, uscito nel 2012 e considerato uno dei suoi migliori lavori. In questo tempo è diventata mamma, ha prestato la sua voce al documentario biografico su Janis Joplin e ora è tornata a calcare i palchi. Prima di lei William Fitzsimmons, dal 2005, dalla pubblicazione di Until when we are ghosts, un cantante e autore da tenere sotto controllo (biglietti a 25 euro).

Sta per festeggiare i cinquant’anni di carriera Ian Anderson, il flauto del rock, per tanti anni alla guida dei Jethro Tull, oggi preferisce usare il suo nome per suonare… The best of Jethro Tull il 18 luglio. Negli ultimi anni con Thick as a brick 2 ha scritto il sequel di uno degli album più celebri della sua band e, ora, ha realizzato un lavoro teatrale che allinea brani storici in parte riscritti per raccontare la storia di… Jethro Tull, quello vero, l’agronomo dei Seicento da cui il gruppo ha preso nome quasi per caso. Insomma, difficile liberarsi da un’eredità così pesante, soprattutto se non si vuol farlo davvero (biglietti da 60 a 35 euro).

E arriviamo a Joan Baez che festeggia il suo 75° compleanno facendo quello che ha sempre fatto: suonando e cantando in giro per il mondo. In una carriera che ha oltrepassato il mezzo secolo ha realizzato decine di dischi, cantato in tutte le lingue (in Italia ama interpretare C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones o Un mondo d’amore: evidentemente le piace proprio Gianni Morandi…), scoperto, amato e lanciato Bob Dylan, ha marciato con Martin Luther King, si è esibita a Woodstock, è diventata un simbolo di impegno e coerenza, donando ai brani la sua voce cristallina e inconfondibile. L’ultimo disco è anche un film, realizzato proprio per il suo compleanno in uscita il 16 giugno, poco più di un mese prima del suo concerto a Castellazzo di Bollate, il 19 luglio (biglietti da 50 a 30 euro).

Non sarà un concerto, naturalmente, quello di Francesco Guccini: il maestrone si è ritirato e non intende più cantare né comporre nuovi brani, per dedicarsi ai libri. Ma la musica ha giocato una parte importantissima nei suoi primi 70 anni e non può lasciarla del tutto. Il 21 luglio si racconterà al pubblico con l’aiuto dei giornalisti Ernesto Assante e Gino Castaldo, mentre alla musica penseranno… I Musici, ovvero i musicisti che lo hanno accompagnato per tanti anni: Juan Carlos Flaco Biondini, Vince Tempera e Antonio Marangolo con Pierluigi Mingotti e Ivano Zanotti.

Goran Bregovic non ha bisogno di presentazioni. Da un quarto di secolo è l’ambasciatore della musica balcanica nel mondo, almeno dai giorni di Underground, il film dell’(ex) amico Emir Kusturica che ha fatto conoscere un compositore che era già una star nella Jugoslavia degli anni Settanta, quando militava nei Bijelo Dugme, una formazione tutt’ora leggendaria. Il 22 luglio sarà pronto per stappare ancora una bottiglia di Champagne for gypsies con la sua Wedding & Funeral Band di nuovo sul palco che aveva incendiato per l’ultima volta nel 2013 (biglietti a 30 euro).

Infine, il 23 luglio, Cristiano De André, impegnato a rileggere il repertorio paterno. «De André canta De André è un progetto che mi ha permesso e mi permette di portare avanti l’eredità artistica di mio padre – ha scritto nella sua recentissima autobiografia – caratterizzandola però con nuovi arrangiamenti che possano esprimere la mia personalità musicale e allo stesso tempo donino un nuovo vestito alle opere, una mia impronta. Mi auguro che così facendo la poesia di mio padre possa arrivare a toccare le anime più giovani, a coinvolgere anche chi non ascolta la canzone prettamente d’autore». Biglietti a 30 euro (a tutti i prezzi vanno aggiunti i diritti di prevendita).

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