Debutta la sinfonica con Levi al Sociale: omaggio a Toscanini

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Venerdì 11 novembre al Teatro Sociale, ad aprire il cartellone dell’anno di musica sinfonica sarà un ospite speciale. Alla guida della Filarmonica Arturo Toscanini, che torna a Como dopo alcuni anni di assenza, sarà il direttore d’orchestra Yoel Levi. Sessantacinque anni, direttore principale della KBS di Seul e della Israel Philharmonic Orchestra, Levi ha calcato il podio delle più rinomate compagini del mondo. A Como, il maestro guiderà la Toscanini in un programma romantico comprendente Weber, Schubert, Mendelssohn e Brahms, del quale ci ha parlato lui stesso.

Arturo Toscanini

Arturo Toscanini

Maestro Levi, il titolo della stagione del Teatro Sociale di Como di quest’anno è Trasformazioni. Quale nesso c’è con il programma proposto?
Quello che eseguiremo a Como è un programma molto classico dentro il panorama romantico. Ogni brano ha un carattere differente che trasforma il sentimento in modo diverso. Mendelssohn, Schubert, Brahms si muovono con il loro stile, il carattere del movimento, ciò che si vuole esprimere con un’atmosfera particolare e diversa. Per il pubblico di un concerto sinfonico è un approccio assolutamente classico e estremamente vario dentro la stessa famiglia del repertorio romantico. Ma trasformazione è alla base di questo programma con riferimento a Toscanini, perché è il primo programma esatto che lui diresse nel 1936 con la Israel Philarmonic Orchestra. Quella direzione fu un’autentica trasformazione del mondo musicale del suo tempo. Il programma è antologico e tipicamente toscaniniano: egli trasformò tutta la comunità musicale e tutta la gente al mondo. Quello che lui mandava da New York in quegli anni era un messaggio per tutta l’umanità, contro il Nazifascismo e tutte le dittature, trasformando tutti nel cuore, nell’animo.

Ha studiato con Franco Ferrara ed è stato assistente di Lorin Maazel. Come ricorda entrambi?
Ferrara è stato una leggenda con la sua ispirazione, è stato un talento incredibile, un musicista naturale. Lo conobbi all’inizio dei miei studi a Siena e Roma, purtroppo per poco tempo. Anche Lorin Maazel è stato di grande ispirazione per me: da lui ho imparato molto, sia per quanto riguarda la tecnica che nella capacità di comprensione intellettuale dei brani.

Yoel Levi

Yoel Levi

A Como dirigerà l’orchestra in un teatro d’opera storico. Un rapporto speciale quello con le sale antiche.
Quello con l’opera italiana è uno dei miei amori più grandi. Ho diretto molto Puccini, Verdi, Donizetti, è la mia vera passione. Da Firenze, dove ho debuttato con La fanciulla del West con 15 repliche, ho poi portato per il mondo Edgar, Bohème, Tosca. La partitura verdiana speciale per me, oltre a Aida, è Nabucco, che ho proposto allo Stade de France di Parigi in una grande produzione con 55mila persone, trasmessa in diretta televisiva: è stata un’esperienza spettacolare, fantastica. È assolutamente eccezionale pensare a tante migliaia di persone accorse in uno stadio in Francia per ascoltare Verdi e il Nabucco. L’opera è il mio primo amore, per essere onesti. Sono molto passionale nell’animo.

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