Davvero miracoloso l’Elisir in Arena

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Nulla (se non una nube di piccoli ma fastidiosissimi moscerini, scomparsi però al calar delle tenebre) ha potuto turbare l’attesissimo debutto de L’elisir d’amore, l’opera di Gaetano Donizetti scelta per l’apertura del Festival Como Città della Musica nell’Arena del Teatro Sociale. Il temuto temporale serale si è ben guardato da fare la sua sgradita comparsa e il cielo comasco si è mantenuto terso ed etereo, nella luce della prima sera, per festeggiare un evento importante e gradito. Foltissimo, come da previsione, invece, il pubblico che ha riempito tutti i posti disponibili della platea allestita nell’Arena. Del resto, l’opera partecipata, in poche stagioni, è diventata evento centrale della bella stagione cittadina e non solo, come testimoniava la presenza di molti turisti o ospiti stranieri. Dopo il quarto d’ora accademico, finalmente, lo spettacolo ha avuto inizio. Sulla facciata neoclassica del teatro, sono apparse scritte e effetti speciali video, per trasformarla in quella, costellata di graffiti metropolitani, di una School of art made in Usa.

(Foto di Carlo Pozzoni)

Al posto dell’ambientazione agreste dunque, la regista Rosetta Cucchi ha scelto un contesto contemporaneo e giovanile. Non contadini ma studenti di una scuola superiore, pronti a innamorarsi tra i banchi. Del resto, l’amore non ha bisogno di una specifica collocazione storica o paesaggistica. La prima sorpresa è arrivata subito dopo l’aria, cantata da Adina, Della crudele Isotta. Sono comparsi nella platea e poi sono saliti in scena degli strani figuri, dall’aspetto poco rassicurante. Erano i compagni d’arme (e di scorribande) di Belcore, l’antagonista di Nemorino per la conquista del cuore di Adina. Presentandosi con l’aria Come Paride vezzoso, lo spavaldo Belcore ha subito iniziato a corteggiare Adina, dal canto suo un po’ restia, seppur affascinata, dall’inedito spasimante. Il tutto sulle note sempre fresche, gioiose, accattivanti dello spartito donizettiano che continua a appassionare per la sua levità e grazia. Di sorpresa in sorpresa, si è arrivati poi al momento clou dello spettacolo, con l’ingresso, per lo meno, strabiliante, di Dulcamara, trasformato nientemeno che in un centauro in black, a cavallo di una potente moto, che ha fatto la sua comparsa nei corridoi dell’Arena e persino sul palco.
Como arena del Teatro Sociale progetto 200 Comm un progetto per la città spettacolo L'ELISIR D'AMORE di Gaetano DonizettiProprio Dulcamara era la chiave di volta della storia, con il suo elisir miracoloso (una semplice bottiglia di vino… e, forse, qualcosa di più forte) con il fantomatico potere di far innamorare giovani riottose. La sua comparsa ha dato il ritmo alla vicenda, piena di equivoci e di peripezie, ma destinata al lieto fine. Lo spettacolo, godibilissimo e ben condotto, ha visto ben figurare tutti i partecipanti: dai cantanti ai musicisti, ai coristi. Obiettivo centrato e molti applausi.

Como arena del Teatro Sociale progetto 200 Comm un progetto per la città spettacolo L'ELISIR D'AMORE di Gaetano Donizetti
(Foto di Carlo Pozzoni realizzate durante la prova generale dello spettacolo. La foto di apertura è di Andrea Butti)

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