Dai diamanti non nasce niente… cantando De André

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Si aprono sabato 21 gennaio le celebrazioni per il decennale dello Spazio Gloria: il circolo Arci Xanadù propone una serie di eventi che festeggeranno centoventi mesi di proiezioni, spettacoli, dibattiti, concerti, ma anche non poche difficoltà. Tutto cominciò con Dai diamanti non nasce niente, un omaggio a De André che verrà riproposto in questa occasione alle 21 (ingresso a 12 euro riservato ai tesserati Arci). A organizzarlo è Renato Franchi, cantante, autore, divulgatore di canzone d’autore, con un amore per il compianto poeta genovese che lo ha portato a formare l’Orchestrina del Suonatore Jones proprio per portarne in concerto i brani alternandoli alle proprie composizioni. Le più recenti hanno trovato spazio nell’album Finestre, pubblicato lo scorso anno. Per l’occasione ha chiamato a raccolta il cremonese Giò Bressanelli, la Max Piro Band da Varese, gli Anklebiters da San Vittore Olona, Marco & Stefano da Busto Arsizio oltre a Marco Belcastro e a Lorenzo Monguzzi.

Marco Belcastro

Soffermiamoci su questi ultimi per sottolineare come De André abbia inciso sulle vite di tanti che, partendo dall’ascolto delle sue opere, si sono impegnati a riproporle per poi trovare una propria strada. Belcastro è polistrumentista, cantante e compositore, a suo agio in ambito classico, ma si è cimentato anche con un jazz d’impronta etnica, con il canto corale senza dimenticare che, assieme a Vittorio Liberti, è stato anima dei The Muro, storica band lariana d’impronta demenziale. Eppure tutto parte da De André: quando Fabrizio era ancora in vita propose un’integrale delle canzoni ripetuta, anni dopo, a Parolario, per arrivare fino a Anime salve (e quella volta in piazza Cavour i gendarmi arrivarono per davvero a interrompere tutto, e la maratona si concluse proprio allo Spazio Gloria). Da non dimenticare la cantata Voglio una cosa dirti, ispirata al biblico Cantico dei cantici, sicuramente figlia anche dei celebri dischi “a tema”, La Buona Novella su tutti. In questo omaggio Belcastro, accompagnato da Liberti e dal chitarrista Franco Parravicini, presenterà l’album Alle nuvole in viaggio ha legato il suo amore, dedicato proprio a De André. Monguzzi militava negli Zoo, intelligente formazione di rock d’autore da cui si staccò una costola chiamata Mercanti di Liquore, nata proprio per interpretare De André. Ben presto ai brani storici se ne unirono nuovi di Lorenzo, il “progettino” prese il sopravvento e il trio ha inciso splendidi album collaborando anche con Marco Paolini. Oggi Monguzzi è apprezzato solista che ha esordito con un disco eccellente, Portavèrta, presentato a Como sempre sul palco del Gloria. Oltre a essere uno tra i più sensibili interpreti di De André è, anche e soprattutto, un autore di prima grandezza: ha avuto un eccellente maestro.

Lorenzo Monguzzi

Nei giorni successivi si moltiplicheranno gli appuntamenti per tenere alta l’attenzione sulla sala di via Varesina 72 che vuole tornare a essere “polifunzionale” e non semplicemente un cinema che, sporadicamente, riesce a organizzare altre attività. Questione di adeguamenti strutturali e, quindi, di soldi, come sempre. Partecipare è anche un modo per contribuire anche perché, come diceva il poeta, «anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti».

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