Cristina Donà, vent’anni con Tregua

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Vent’anni e non sentirli. Anzi, vent’anni e sentirli tutti, ma meglio che mai. Vent’anni, tanto è trascorso dalla pubblicazione di Tregua, album d’esordio di Cristina Donà, una delle cantautrici migliori che la scena rock italiana abbia mai prodotto.

Lorenzo Corti, Cristiano Calcagnile, Danilo Gallo e Cristina Donà

Vent’anni di emozioni, concentrati in un’ora e mezza di concerto serrato e musicalmente eccezionale, un live, quello portato sul palco di parco Tittoni a Desio mercoledì scorso, che ha visto una Cristina spumeggiante e decisamente in forma, accompagnata da una band di tutto rispetto, con Gabriele Mitelli ai fiati, Danilo Gallo al basso, Lorenzo Corti alla chitarra elettrica e alle tastiere e Cristiano Calcagnile alla batteria e percussioni.

Danilo Gallo, Cristina Donà e Gabriele Mitelli

La bellezza di brani storici, come Ho sempre me, Stelle buone, Labirinto e Le solite cose, è stata impreziosita da arrangiamenti carichi di sonorità elettroniche, riff di chitarra trascinanti e inserimenti percussivi di grande effetto. Cristina ha fatto parlare le sue canzoni, limitando gli interventi verbali a brevi commenti sul tempo che scorre ma non porta sostanziali cambiamenti, quando si tratta di umani difetti («Nel 1997 si parlava di apatia, ma se ne può parlare anche oggi», ha ammesso) o problematiche sociali, come quello della condizione lavorativa femminile al centro del brano Senza disturbare, scherzando con il numeroso pubblico presente e mostrando, una volta di più, un talento unico e una rara sensibilità musicale.

Tra la folla, la graditissima presenza di Mauro Ermanno Giovanardi, uno degli amici, come ha affermato la Donà, «che sono onorata e grata di vedere stasera». Sul finire del live, prima del richiestissimo bis, la band ha stupito e colpito dritto al cuore con una versione intensa e suggestiva di Com’è profondo il mare di Lucio Dalla, arrivata a sorpresa e accolta con un lungo e fragoroso applauso, a testimoniare quanto questo artista incredibile manchi a tutti, sopra e sotto i palchi, senza distinzione alcuna. Sul finale, la Donà ha regalato un momento di assoluta meraviglia: sola, al centro della scena, imbracciando la sua chitarra acustica, ha eseguito, una dopo l’altra, Universo e Goccia, cantate a squarciagola da tutti i presenti, visibilmente emozionati.

 

Vent’anni ed esprimerli alla grande, dunque, con un pizzico di ironia ed eleganza. Brava, Cristina.

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