Così fan tutte, e anche Alice

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Chi l’ha detto che i giovani non vanno a teatro? Io ci sono andata e ne ho visti tanti. Come la mettiamo? Così fan tutti quindi, anche i giovani vanno a teatro. Siamo alla Prima giovani di Così fan tutte, e al Teatro Sociale di Como, gli under 30 pagano un prezzo speciale per vedere una delle più celebri opere buffe della storia firmata Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Lorenzo da Ponte. Parliamo di un’opera sopravvissuta alla storia, universale e sempre attuale, una messa in scena che si affaccia al di qua del tempo per emozionarci e farci sorridere. Buona parte del cast sul palcoscenico che affianca gli attori protagonisti è costituito da ragazzi comaschi, e vedere miei coetanei prendere parte allo spettacolo rende la serata doppiamente coinvolgente. L’opera in questione parla dell’amore e del suo peccato più grande, il tradimento: Don Alfonso, con l’aiuto di Despina, vuole dimostrare a Ferrando e Guglielmo l’inesistenza della fedeltà delle loro amate, rispettivamente Dorabella e Fiordiligi. Alla corte delle due fanciulle si presentano quindi due maranzi imparruccati e impellicciati – che altri non sono che Ferrando e Guglielmo travestiti – che tenteranno in ogni modo di sedurre le promesse spose. Niente abiti settecenteschi per La scuola degli amanti: gli attori vanno in scena in tuta e scarpe da ginnastica, occhiali da sole e tacco 12.

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Nell’intervallo fra primo e secondo atto faccio un giro in platea e cerco di catturare le opinioni dei giovani presenti. Il personaggio preferito dal pubblico sembra essere Despina, la furba cameriera che anima e colora buona parte delle scene. «È il personaggio più riuscito – dice Riccardo – È l’elemento carismatico che cattura l’attenzione». Dimitri e Marco dedicano un’attenta analisi allo spettacolo: «Non ci ha convinti la rivisitazione in chiave così moderna dell’opera, pur essendo buffa. Interessante l’inserimento del tema reality show, abbiamo notato espliciti riferimenti a Uomini e donne e Amici – proseguono- Don Alfonso è sicuramente il personaggio più interessante a livello psicologico». Un’opera fresca e vivace che ha coinvolto appieno ragazzi e adulti presenti in sala, una rappresentazione che ha fatto riflettere sulla passione e sulle sue umane (s)fortune. Insomma, ne abbiamo viste delle belle fra vestiti all’aria e protagonisti in mutande, ma alla fine, Che coss’è l’amor? Si ama per comodo e per vanità (Despina docet), o per sincero sentimento? Forse un po’ per entrambi.

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