Concorso Aslico: la finale aperta al pubblico

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I nuovi magnifici ottanta giovanissimi della lirica sono arrivati a Como la settimana scorsa per le fasi salienti del Concorso Aslico 2017. Al Teatro Sociale è tutto pronto per la stretta finale dell’edizione numero 68 della competizione per giovani cantanti lirici d’Europa, che tanti grandi ha avviato alla carriera offrendo scritture per i palcoscenici del teatri di tradizione lombardi, diventati a loro volta trampolino per brillanti carriere internazionali.

I vincitori dell’ultima edizione del concorso

Dei 180 iscritti in origine, giunti a Vienna, Sofia, Roma, Palermo e Como con il loro bagaglio di arie tratte dai titoli più celebri del repertorio operistico, le otto decine selezionate sono tornate a confrontarsi al Sociale per tentare di conquistarsi un posto nella finale di domenica 8 gennaio. Come è noto, quest’anno il concorso che Aslico promuove – d’intesa con Fondazione Teatro Alla Scala di Milano, OperaLombardia, cinque teatri storici regionali e il sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali e Regione Lombardia – una sfida in più: oltre che per Il flauto magico di Mozart o per la versione Opera domani del Barbiere di Siviglia rossiniano, di fronte alla “carica dei 100mila” ragazzi desiderosi di conoscere la magia dell’opera, riuscire a ottenere un ruolo nella novità assoluta costituita da Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse, partitura appositamente composta dal trentaquattrenne leccese Roberto Vetrano e dedicata all’intrigante mistero della scomparsa del brillante fisico, che inaugurerà la prossima stagione lirica 2017/18.

Una nuova opera: Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse di Roberto Vetrano

Fino a sabato 7 le mura del Teatro Sociale sono pronte a custodire emozioni e delusioni, rivalità e sodalizi dei giovanissimi aspiranti a una carriera di cantante lirico. Sono state giornate intense e, ancora una volta, a porte chiuse: il pubblico condividerà la platea del Sociale con la commissione giudicatrice internazionale solo domenica alle 15.30, quando il palcoscenico del Sociale accoglierà la rosa dei finalisti per la propria ultima esecuzione fra arie scelte e repertorio espressamente selezionato fra i ruoli di Ettore Majorana (baritono), Dio (basso), La Fisica (soprano) e della Cantante lirica /Madre (mezzosoprano) piuttosto che di Sarastro, Tamino, Pamina, del simpatico Papageno o della temibile Regina della notte con la sua aria altrettanto terribile nel capolavoro mozartiano oppure in quelli del Conte d’Almaviva, Bartolo, Rosina, Figaro o Basilio per il capolavoro rossiniano che ha compiuto due secoli.

A giudicarli una giuriaprestigiosa di respiro internazionale presieduta da Karen Stone, sovrintendente del Teatro di Magdeburgo, e completata da Liviana Caporale, casting manager del Palau de les arts Reina Sofía di Valencia, Toni Gradsack responsabile delle compagnie di canto e casting manager della Fondazione Teatro Alla Scala di Milano, Plamen Kartaloff, direttore dell’Opera di Sofia, Francesco Micheli, direttore del Teatro Donizetti di Bergamo, Dominique Meyer, direttore della Wiener StaatsOper di Vienna, Nicholas Payne, direttore generale di Opera Europa, Christina Scheppelmann, direttore del Gran Teatre del Liceu di Barcelona e Dmitry Vdovin, direttore del programma per giovani artisti del Bolshoi di Mosca con Giovanna Lomazzi e Giovanni Vegeto, rispettivamente vice presidente e direttore generale del Teatro Sociale Aslico (tutti ritratti nella foto di Carlo Pozzoni in apertura).

Melomani e appassionati potranno tendere l’orecchio nella speranza di cogliere i primi passi di qualche potenziale nuova promessa, piuttosto che scambiare le proprie opinioni fra le raffinatezze dell’ultimo Mozart e quelle del geniale virtuosismo rossiniano. L’ingresso alla finale di domenica è gratuito

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