Under a Marquee Moon: Television al Live di Trezzo

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Tanto vale essere onesti: difficilmente quello di stasera sarà ricordato da qualcuno come il live della vita. Chi era al concerto dei Television all’Alcatraz di Milano di due anni fa, ad esempio, si è espresso con un un verdetto univoco, banale ma inappellabile: i quasi quarant’anni passati dall’uscita di Marquee moon pesano visibilmente sulle spalle della band.

E se la voce di Tom Verlaine era già meravigliosamente fastidiosa nel 1977, è piuttosto “l’urlo di mille uccelli” della sua chitarra – secondo la definizione ormai canonica di Patti Smith – che fatica un po’ prima di ritrovare l’originaria potenza graffiante. Si scontano, va detto, alcuni fattori non trascurabili.

Se l’atmosfera dell’Alcatraz non era propriamente quella del CBGB’s – salvo per le felpe del merchandising vendute al popolarissimo prezzo di soli 50 euro – nemmeno Trezzo sull’Adda, il cui palco del Live verrà calcato stasera da Verlaine e compagni, è esattamente paragonabile alla New York post-punk di metà anni Settanta.

(Semmai, la piana trezzese-vimercatese ha potuto, per un attimo e con molta illusione, far pensare a una Seattle brianzola quando gli allora semi-sconosciuti Nirvana si esibirono nel lontano 1989 al Bloom di Mezzago, in apertura ai Tad. Ci sarebbero tornati ancora nel 1991, facendo il pienone con il tour di Nevermind e sfasciando basso e soffitto del locale, ma questa è un’altra storia.)

C’è poi una defezione importante, quella di Richard Lloyd, che dopo aver abbandonato la band a metà 2007 per una prosaicissima polmonite è stato definitivamente sostituito da Jimmy Ripp. Chi se ne intende veramente e al sound dei Television ha un approccio meno brutalmente punk sa spiegarci che né gli assoli né la seconda voce di Lloyd sono mai stati il vero valore aggiunto di Marquee moon. Ma gli stessi esperti ci dicono anche che quel suono inconfondibilmente acido che ha segnato la new wave newyorkese è il frutto di un’affiatatissima intesa tra le due chitarre che sarebbe difficile ricostruire da zero e riproporre ora nelle jam dal vivo.

Television

Quali che siano le ragioni, i Television sembrano comunque innegabilmente invecchiati, almeno quanto il medium da cui prendono il nome. (Piccola nota di colore: la leggenda vuole che il nome “Television” fu suggerito da Richard Hell, primo membro ad abbandonare la nave due anni prima dell’uscita di Marquee moon, e subito accolto perché “TV” richiamava le iniziali di Verlaine. Pare che anche i “mezzibusti” che danno il nome ai Talking Heads siano da ricondurre alla stessa origine televisiva, se è vero che il primo incontro di Brian Eno con la scena newyorkese fu proprio con Lloyd e Verlaine al CBGBs, dove vennero registrate delle demo rimaste leggenda fino alla pubblicazione due anni fa.)

Ma tutto questo importa realmente? Ovviamente, la risposta è no.

Il pubblico più affezionato e gli ascoltatori più completi e distaccati sono entrambi concordi nel rimproverare a Verlaine e compagni di riproporre quasi esclusivamente la scaletta di Marquee moon, limitandosi semmai a variarne l’ordine e allungando il brodo dei dieci minuti di title-track, trascurando però i notevoli risultati di Adventure (la sempre trascurata seconda fatica del gruppo) per lasciare eventualmente spazio a qualche sparuto prodotto delle fatiche del Verlaine solista. Ma almeno su questo aspetto ai Television va dato credito.

È innegabile, quando una band rimane vincolata a un unico album è sempre un cattivo segnale, specie se questo risale a quarant’anni fa, la maggior parte dei quali peraltro passata on hiatus. Ma anche al detrattore più maligno non può sfuggire che c’è qualcosa che distingue “Television play Marquee moon” dai Cugini di Campagna che ripropongono infiniti bis di Anima mia alla sagra di paese.

Non è ovviamente il caso di ripercorrere qui il ruolo di Marquee moon nel rock alternativo dagli anni Ottanta a oggi, né di menzionare le band che risentono della loro influenza, citandola esplicitamente o meno. Per restare in Italia, si rimanda ad esempio alle testimonianze dei protagonisti della scena post-punk – da Freak Antoni a Federico Fiumani – raccolte da Livia Satriano ne Gli altri Ottanta, edito da AgenziaX per la modica cifra di 15 euro (meno di un terzo della felpa del CBGB’s acquistabile al concerto, che per giunta vanno alla distribuzione indipendente!)

È più utile semmai tenere a mente che quando uscì Marquee moon, nel 1977, il 60% dell’attuale popolazione mondiale non era ancora nato. E se è vero che le centinaia di hipster newyorkesi stanno riscoprendo oggi i Television tra le influenze musicali delle proprie band, quasi certamente quelli di casa nostra non hanno avuto virtualmente nessuna occasione di vederli dal vivo. E chi è disposto a spendere 30 euro in indie per l’ingresso al MiAmi 2016, stasera ha l’occasione di investirne altrettanti per apprendere dal vivo un po’ di storia, anche della propria. Ad andar male, sarà un infallibile argomento di conversazione per la prossima festa in casa.

Television in concerto al Live Club di Trezzo sull’Adda (MI), via Mazzini 58, ore 21.30 ( apertura porte alle 20; Luisa ore 20.30), biglietti a 30 euro.

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