Doppio Daniele Silvestri agli Arcimboldi

Daniele Silvestri
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C’è da fare una premessa: a me Daniele Silvestri provoca un rilascio di serotonina nel corpo che manco un chilo di cioccolato fondente, con la differenza sostanziale che il cioccolato ti si adagia sul sedere che è una bellezza, mentre Silvestri no, purtroppo.

Sarà quel sorriso da “sono un pirata, sono un signore”, l’accento romanesco o la sua capacità di scrivere un pezzo capolavoro dopo l’altro, non so. Fatto sta che se n’è uscito con un album nuovo e un nuovo tour, quindi, per conservare integra la mia salute mentale e farmi del bene, il biglietto per il concerto del 2 aprile al Teatro degli Arcimboldi di Milano sta nel cassetto da almeno due mesi, in attesa della data fatidica.

Amo il Dani (che ormai è uno di famiglia, sicché…) dai tempi della Y10 Bordeaux, quando io e la mia amichetta del cuore si girava al parco con le cuffie e il walkman che stava insieme con lo scotch da pacchi, imbesuite perse dietro lo stesso figaccione della compagnia, l’unico con i Ray Ban a specchio perennemente calati sugli occhi, la rasatura perfetta e la macchina, che non era una Y10 ma tanto valeva. Che la Y10 sembrasse una scatoletta claustrofobica col culo mozzato, la rasatura mostrasse evidenti segni di incertezza e gli occhiali a specchio fossero una tamarrata mai più finita poco importava, noi avevamo il nastro di Prima di essere un uomo in riavvolgimento automatico (scusate, ma audiocassetta e loop nella stessa frase proprio non riesco a nominarli) per ore e andava bene così. Sognavamo un ragazzo che ci dedicasse Le cose in comune guardandoci negli occhi e dividendo, in pieno mood Lilli e il vagabondo, una porzione di patate fritte e una bottiglia di Brachetto, ci raccontavamo in segreto che, se fosse dipeso da noi, di certo l’anno prima il Dani non avrebbe scritto Il flamenco della doccia, perché non gli avremmo dato dei motivi per farlo (e qui, a ben guardare, si finisce in un discorso a luci rosse che ci porterebbe di parecchio fuori tema, ecco).

Nel 2007, dopo più di dieci anni di successi sospirati e imparati a memoria, esce il video di Gino e l’Alfetta, e lì mi salta anche l’ultimo barlume di dignità: in quattro minuti e rotti Valerio Mastandrea e Daniele Liotti (standing ovation e svenimento istantaneo, grazie) si fanno rubare la macchina da un certo Den Silvester di bianco vestito (che il cielo mi aiuti!), mostrano il loro lato più tenero, intimo e sexy ed io, uscita completamente di senno, non riesco più a dormire una notte per intero senza girarmi nel letto alla ricerca dell’innocenza perduta.

Poi, l’anno scorso, cosa si inventano, lui e due dei migliori amici suoi? Con la stessa goliardia e leggerezza di una gita ai Castelli Romani infilano una serie di concerti epici, pieni di energia e di musica suonata come si deve, due dei quali mi vedono saltare, ballare e cantare come se avessi ancora 16 anni e la perfetta cervicale di un’insegnante di yoga.

Ho ancora in testa la serata all’Arena di Verona del 22 maggio scorso, lui che divide il palco con Niccolò Fabi e Max Gazzè (senza dimenticare il buon Roberto Angelini poco distante), mi fa una versione di Cohiba da brividi ed io che sono contenta di prendermi della “marchesa” (tipica espressione ironica che indica “donna dalla gergalità colorita e tutt’altro che aristocratica”) dopo aver urlato a squarciagola “li mortacci sua” al termine di Testardo (roba che il Dani potrebbe dirmi anche di peggio, se me lo sussurrasse da molto vicino, per dire, ma mi rendo conto che sempre sullo stesso argomento si finisce, accidenti a me).

Insomma, per farla breve, mi aspetto grandi cose da questo concerto, o, per lo meno, mi aspetto che il Dani mi dimostri, per l’ennesima volta, che faccio bene ad amarlo e a continuare a farlo, che lui e il suo sorriso da canaglia non tradiscono mai.

Per quelli come me, è questa la cosa più importante.

Per quelli come me, un Silvestri è per sempre.

(Acrobati in tour 2016 è doppio sold out al teatro Arcimboldi di viale dell’Innovazione 20 a Milano sabato 2 (ore 21) e domenica 3 aprile (ore 18)

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