Con Micheli al Sociale Mozart si fa talent

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Francesco Micheli torna al Sociale per la regia di Così fan tutte, che apre la Stagione lirica 2016, riallacciando un rapporto che lo lega a Como fin dall’inizio di una carriera in qualche modo nata con il supporto ai giovani del nostro teatro. «In qualche modo sono sempre rimasto qui – confessa il regista – I primi anni con Aslico e Opera domani sono stati fondamentali per mettere a fuoco il senso del mio lavoro che è fare dell’opera, mezzo di comunicazione inossidabile che ha ancora molto da dire e si rinnova continuamente. Il lavoro iniziato qua ha trovato varie diramazioni, dalla direzione di teatri, da Macerata a Bergamo, al bisogno di comunicare in televisione per Sky Classica e Raiuno, in università a Brera».
9aa_ekvzmks1si9wq9xcmvgfycyspgxkt_xawbuumaLa scelta di un Così fan tutte nuovo non è dunque casuale.
Esattamente vent’anni fa iniziavo con l’Isola di Merlino di Gluck per il progetto didattico Opera domani, oggi non ci poteva per me essere miglior titolo e miglior progetto per tornare qua che Così fan tutte, che sottotitola La scuola degli amanti. Ricorrono pure i trent’anni di innamoramento mio con quest’opera – per me capolavoro inarrivabile – nella quale ci sono tre anime, opera buffa, prima commedia borghese tutto interne e opera didattica militante. Metterle insieme qui a Como è entusiasmante.
Al centro ci sono, ancora una volta, i giovani. Come?
Fare quest’opera con un cast che, tranne (realisticamente) don Alfonso, ha l’età dei giovani personaggi di cui i cantanti vestono i panni crea in scena una verità incredibile. I temi che Mozart ci mette di fronte sono quelli “tosti” ed estremi, ma trattati con garbo del rapporto fra le persone, amore e odio, una sensualità dirompente su un soggetto esplicito, anche nel suo cinismo apparente: piena spregiudicatezza illuminista e insieme filantropia, amore dell’umanità che cerca di capire le nostre aberrazioni. Portare nell’aula del palcoscenico questi ragazzi e vedere quanto imparano è esaltante.
Come prende forma il suo rapporto fra Mozart e l’oggi?
Lo spettacolo è una sorta di “interprete” tra passato e presente. Spero di essere un traduttore fedele. Nell’arte italiana, anche sacra, da sempre si rappresenta l’incarnazione del passato nel presente. Visto che anche nell’originale mozartiano i personaggi sono coevi alla loro epoca, mi sono chiesto: qual è una scuola informale d’oggi dove dei ragazzi vengono messi alla prova mentre vengono “spiati” per conquistare una “scommessa” di cento zecchini…? Mi è parso chiaramente che sono i reality: il nostro Così fan tutte è un talent, sotto lo sguardo “famelico” del pubblico. Il gioco di verità e funzione in Da Ponte si risolve con una facilità incredibile anche in questo contesto attuale. Qui c’è una spinta morale molto forte, anche se non chiarissima.
Sembra la televisione di oggi, mezzo potentissimo, a volte disdicevole, in cui i giovani sono al centro dell’attenzione.
Il metodo produttivo di questo spettacolo è, proprio per questo, assolutamente originale, con i giovani formati teatralmente in modo molto innovativo per reagire in tempo reale in palcoscenico dentro e attorno la vicenda. Un vero strumento di educazione politica, prepararsi per reagire in tempo reale al grande palcoscenico della vita, in contrasto con la realtà tecnologica passiva.
Quindi lanciamo un invito anche ai giovani spettatori…

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