Con gli Angels in Harlem, Gospel al Blue Note fino a Capodanno

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È una tradizione per il Blue Note di Milano chiudere l’anno con la musica d’ispirazione sacra. E così, da Santo Stefano a San Silvestro, il palco di via Borsieri 37 risuonerà delle nore degli Angels in Harlem Gospel Choir. Si tratta di una formazione tra le più celebrate del genere, diretta da Allen Bailey, un personaggio con una lunga storia professionale alle spalle. Non solo ha lavorato nelle produzioni di artisti come Lionel Richie, Prince e Michael Jackson, ma Don King lo volle come coordinatore degli spettacoli attorno al Rumble in the jungle, il leggendario match tra Muhammad Ali e George Foreman in Zaire. Tra le altre prestigiose collaborazioni di Bailey c’è quella per il progetto Usa for Africa che sfociò nella celeberrima We are the world, proprio grazie all’amicizia con Jacko, Richie e Quincey Jones. L’idea di dare vita a una grande formazione gospel gli venne proprio in quel periodo, a metà anni Ottanta, quando era presidente della Martin Luther King holiday campaign. Il coro ha diviso la scena con personaggi tanto diversi quanto possono esserlo i Chieftains e gli U2 (anche se sono tutti irlandesi), Diana Ross e Keith Richards, Jessica Simpson e i Gorillaz, la cartoon band di Damon Albarn.

Il Gospel è definitivamente esploso anche in Europa e l’Italia non fa eccezione. All’inizio, con l’arrivo delle prime formazioni americane, c’era il rischio che si sviluppasse un discorso prettamente spettacolare, una moda, uno schioccare di dita e un battere di mani che non teneva presente l’aspetto sacro di questa musica. Ma la forza e la dedizione dei musicisti e dei predicatori è riuscita ad avere ragione di qualsiasi fraintendimento. Non sono messe, ma non si tratta neppure di semplici performance: i richiami al sacro non si contano, testimonianza di un passato fatto di sofferenze, di stenti, di umiliazioni e di preghiere. Nelle piantagioni sono nati gli spiritual, i canti che alleviavano la fatica di un lavoro in condizioni disumane. Il Gospel ne è la versione moderna, con autori riconosciuti, una visione più “corretta” delle sacre scritture e qualche concessione anche ai ritmi più moderni per avvicinare anche i giovani alla chiesa. Sono previsti due set a sera (alle 21 e alle 23, tranne venerdì 30, con il secondo spettacolo alle 23.30), ma i set delle 21 e di martedì 27 alle 23 sono già sold out: ci sono biglietti per gli altri concerti a 33 euro (ridotti a 28 se acquistati entro due ore dall’inizio dello spettacolo) e anche per il cenone di Capodanno (a 200 euro).

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