Con Euro 2016 rinasce il sound di «Madchester»

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Chi si interessa anche solo lontanamente di calcio saprà già che gli Europei 2016 hanno finalmente ricevuto venerdì sera il fischio di inizio allo Stade de France, con la nazione ospitante che è riuscita a imporsi sulla Romania per 2-1 dopo 90 interminabili minuti. Per tutti gli altri, invece, l’intera manifestazione ha probabilmente i tratti di poco più che un fenomeno di colore, un rumore di fondo destinato a esaurirsi nel giro di poche settimane.

Se qualche appartenente a quest’ultimo gruppo avesse avuto la sventura di sintonizzarsi sulla cerimonia di apertura che ha preceduto l’incontro Francia – Romania, non dev’essere stato facile dare un senso allo spettacolo kitsch di un campo riadattato con motivi che dovevano richiamare i giardini di Versailles e attraversato da ballerine che hanno proposto coreografie tra can – can e Folies Bergères, con tanto di Vie en rose.

David Guetta e Zara Larsson

David Guetta e Zara Larsson

A chiudere la carrellata di cliché nazionali un David Guetta appena scongelato per l’apertura della stagione a Ibiza, che attraverso un medley delle sue hit da classifica – dai remix dei Black Eyed Peas a Titanium – arriva a presentare la sigla ufficiale di questo Euro 2016, This one’s for you, nella quale si esibisce in coppia con Zara Larsson, la neomaggiorenne vincitrice di Talang Sverige (programma svedese con lo stesso format di Italia’s got talent).

Ma se la sigla internazionale di quest’europeo non è delle più indimenticabili, quella selezionata da Sky Sport, che detiene i diritti delle partite del campionato europeo in Italia, è del tutto inspiegabile. La scelta è caduta infatti su Happy di Luca Carboni, singolo estratto dal suo Pop-Up del 2015, ma il testo originale non sembra prestarsi molto al patriottismo calcistico. Uno dei versi recita infatti: odio i confini nazionali / odio la loro sacralità.

Soprattutto, resta ancora tutta da chiarire quale sia il legame tra Happy e il mondo del pallone, che a prima vista sembrerebbe piuttosto ineffabile. Tant’è che Carboni ha dovuto riadattare il testo da «non chiedermi perché / passa l’estate / tramonta il sole, ma / io sono happy» a «con un pallone / io sono happy», mentre il suddetto verso incriminato sui confini nazionali è stato addolcito nel più confacente «sono quaranta nazionali / la palla al centro chi vincerà / è tutto pronto l’arbitro fischia / la felicità».

È andata invece decisamente meglio oltremanica. La hit che accompagnerà l’europeo inglese sarà infatti il singolo opportunamente titolato We are England. Gli autori si sono firmati come Four Lions, a richiamare i leoni dello stemma della nazionale che dànno il titolo anche al tradizionale inno calcistico, ma dietro la sigla si nascondono i due DJ Paul Oakenfold e Goldie e, inaspettatamente, Shaun Ryder e Paul Leveridge, meglio conosciuto come Kermit.

Se i primi due non hanno bisogno di presentazioni per chi mastichi un po’ di elettronica, sulla partecipazione degli altri vale invece la pena spendere qualche parola. Il legame artistico tra Shaun Ryder e Kermit risale ai primissimi anni Novanta con la formazione dei Black Grape, nati nell’allora floridissima scena musicale di Manchester dalla fusione di Happy Mondays (di cui Ryder è stato la voce) e Ruthless Rap Assassins (dove invece militava Kermit).

E ad essere particolarmente sorprendente oggi è proprio la presenza di Ryder (nella foto in alto). Come raccontato anche nel docufilm 24 hour party people, gran parte dell’ispirazione musicale degli Happy Mondays proveniva da un uso massiccio di sostanze sintetiche, che oltre a portare alla produzione di singoli storici come Kinky afro, Hallelujah o la stessa 24 hour party people che dà il titolo il film, ha segnato anche la carriera altalenante del gruppo fino al suo inevitabile declino.

Happy Mondays 1990 (Ryder è il secondo da destra)

Happy Mondays 1990
(Ryder è il secondo da destra)

La leggenda vuole infatti che la dipendenza di Shaun e degli altri aveva costretto i Mondays a un lungo periodo di inattività, e il metadone li aveva indotti a un’ulteriore dipendenza anziché alleviare quella da eroina. Il produttore (Tony Wilson) e il manager del gruppo decisero allora di mandarli alle Barbados dove l’approvvigionamento era più difficile. Purtroppo sull’isola abbondava invece il crack, in cui i Mondays investirono tutto l’anticipo chiedendo inoltre un riscatto per rilasciare alla produzione il materiale registrato. Si scoprì poi che i Mondays non avevano inciso altro che qualche base.
Ecco perché la partecipazione di Shaun Ryder a una nuova produzione è indubbiamente una buona notizia. Ma la vera sorpresa è che l’impressione che si ha ascoltando We are England è che il contributo della band di Manchester non si sia limitato a una comparsata su chiamata di Paul Oakenfold. È vero, il video, come ha notato Vice, è un incrocio fra Trainspotting e uno spot di H&M, ma vi figura anche una danza di Bez, storico ballerino degli Happy Mondays. E soprattutto, sonorità Madchester risuonano inconfondibilmente negli accordi del singolo.

Stone Roses 2016

Stone Roses 2016

Sembra dunque che in concomitanza con questi Europei si possa salutare un ritorno della scena musicale che fece grande la Manchester degli anni Novanta: non solo gli Happy Mondays, ma anche i ben più celebri Stone Roses sono appena usciti con il secondo nuovo singolo del 2016, che fa sperare nell’uscita di un nuovo album dopo la reunion e il tour internazionale di grande successo iniziato qualche anno fa.

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