Compleanno rock per Ligabue al Forum

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C’è sempre una ragione per brindareal limite dei sogni. E il super brindisi ieri sera al Forum è stato proprio per Luciano Ligabue, che, proprio ieri, ha compiuto 57 anni sul palco, davanti ai suoi fan. Un compleanno speciale a cui un gruppo di ragazzi, capitanati da Livia Proietti e Nino Mazzone, lavorava da mesi.

Una maxi coreografia con la scritta Tanti auguri Luciano, ovviamente l’immancabile coro Tanti auguri a te… cantato da tutti i presenti (tra cui l’ex capitano e oggi vice presidente dell’Inter Javier Zanetti) a cui si sono aggiunti un mazzo di 57 rose nere e azzurre (come la sua Inter) e bianche e una torta fatta a forma di giradischi con il vinile di Made in Italy tutto da gustare. «Grazie ragazzi – ha detto Ligabue – grazie davvero. Così mi fate vergognare».

Sul palco di Milano, per la prima data al Forum (si replica stasera, poi il 4 e 5 aprile), un Ligabue mai così fisico. Grazie alla doppia pedana a T nel parterre ha potuto essere vicinissimo al suo pubblico.

Ha stretto mani, salutato, abbracciato, scritto sulla telecamera, lanciato plettri, guardato negli occhi, cercato gli sguardi. Si è assaporato tutto lo spettacolo regalando una scarica di energia lunga due ore.

Nella prima parte una carrellata di brani tratti da Made in Italy, il suo ventesimo album che presto dovrebbe diventare anche un film. Protagonista della storia è Riko, l’alter ego del cantante, quello che lui avrebbe potuto essere se non fosse diventato… Luciano Ligabue.

Un viaggio nella bellezza dell’Italia, ma anche in un Paese pieno di problemi e con sempre meno speranza che arriva solo dai sentimenti e dalle emozioni.

Ma c’è spazio, ovviamente, anche per i grandi successi del passato. Quelli che fanno alzare in piedi e ballare il Forum da tutto esaurito con una scaletta che, per i grandi classici, cambia quasi ogni sera nel tour che lo sta portando nei palazzetti d’Italia.

Dimensione più intima e più raccolta degli stadi, dove ci si guarda negli occhi. Da Happy hour a Sulla mia strada, da L’odore del sesso a Quella che non sei, da Questa è la mia vita a Il meglio deve ancora venire.

Ingresso con giacca di pelle e occhiali da sole, nella seconda parte Ligabue rispolvera il gilet (rigorosamente nero). Sul palco si diverte, scherza con il pubblico, balla e ripristina anche «quello che una volta si chiamava momento acustico – dice rivolgendosi principalmente ai giovanissimi – e, visto che noi siamo molto moderni suonando ancora gli strumenti a corda, lo chiamiamo ancora momento acustico».

La versione di Non è tempo per noi cantata in mezzo al pubblico e con un arrangiamento particolare, con l’aggiunta del sax, è da brividi. Tutto il Forum in piedi a intonare la canzone che è diventata, con il passare degli anni, l’inno della generazione che si è identificata con i sogni, le speranze, i fallimenti e gli errori cantati per la prima volta 27 anni fa.

Ma quel «Non è tempo per noi e forse non lo sarà mai…» resta più che valido ancora oggi nonostante gli anni passati, i gilet scintillanti di Luciano messi in soffitta, i ricordi e sogni infranti o quasi tutti quanti usati.

Non possono mancare Certe notti e Piccola stella senza cielo e il gran finale con Urlando contro il cielo, l’unica canzone che Ligabue ha cantato in tutti i suoi concerti e che ha festeggiato solo pochi mesi fa con il maxi evento di Monza.

Perché il tempo scorre, ma «Non si può sempre perdere…certe luci non puoi spegnerle» e c’è sempre qualcosa da gridare guardando in alto.

 

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