Classe, Stile: è Nash

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Dopo David Crosby, ecco Graham Nash sullo stesso palco, quello del Teatro Sociale di Como. Una figura leggendaria, un protagonista dell’era del beat inglese e della Swingin’ London, un reduce di Woodstock, di tante stagioni musicali e campagne politiche, in prima linea per innumerevoli lotte: ancora pochi minuti prima di salire in scena con Shane Fontayne, Nash esprimeva tutta la sua preoccupazione per l’avanzata di Donald Trump. Ma poi, quando raggiunge il microfono, è soprattutto un cantante (voce incredibilmente giovanile nonostante i 74 anni), un autore, un intrattenitore che guarda al passato remoto degli Hollies («A great band, by the way”) con l’agrodolce Bus stop, peraltro indicatissima per il clima di questi giorni: «Fermata d’autobus, giornata uggiosa, lei è lì, le dico prego, vieni sotto il mio ombrello».

E King Midas in reverse, brano che pare incredibile pensare sia stato pietra dello scandalo, spingendolo ad abbandonare il gruppo e l’Inghilterra per raggiungere Crosby e Stills in California per dare vita a un sodalizio che, ha ripetuto ai quattro venti, ora non esiste più per gli insanabili contrasti con David, l’(ex) amico di una vita. Alla faccia del peace & love (non si sa cos’è successo, ma “Croz” deve averla fatta grossa per far arrabbiare davvero il compassato Graham). Ma è un piacere ascoltare Marrakesh express, Our house, Teach your children (ultimo bis dopo un omaggio ai Beatles con Blackbird) anche in versione solitaria. O quasi, perché Fontayne è un ottimo sparring partner, bravo nei controcanti quanto Crosby, chitarrista versatile in grado di non far rimpiangere Stills. Poi c’è il pubblico, invitato a farsi sentire, soprattutto nell’ultima parte. Il resto lo fanno le canzoni: quelle dell’ultimo album This path tonight si mescolano a classici senza tempo con capolavori come Cathedral (immensa come una vera cattedrale), inni generazionali come ChicagoWe can change the world, credo ancora in queste parole») e momenti di pura commozione come Wind on the water. Qualcuno lo ha sempre considerato l’anello debole del trio (per non parlare del quartetto, ma chi vorrebbe essere paragonato a Neil Young?). Sbaglia. Sbaglia di grosso. Chi c’era, venerdì sera, ha assistito a una performance impeccabile, semplicemente memorabile.

Setlist

Primo setComo Teatro Sociale concerto di Graham Nash

Bus stop
King Midas in reverse
Marrakesh express
I used to be a king
Immigration man
Sleep song
This path tonight
Myself at last
Wind on the water
Wasted on the way

Secondo set

Como Teatro Sociale concerto di Graham Nash

Simple man
Taken at all
House of broken dreams
Mississippi burning
Back home
Golden days
Cathedral
Our house

Bis

Chicago
Blackbird
Teach your children

Foto di Andrea Butti.

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