Chuck Prophet, vent’anni dopo a Cantù

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Ancora grande musica americana All’Unaetrentacinquecirca di Cantù. Mercoledì 8 novembre alle 22 è il turno di Chuck Prophet. Su questo palco, a più riprese, sono passati Dan Stuart e Chris Cacavas, come lui ex componenti dei Green On Red, band tra le più carismatiche del rock alternativo negli anni Ottanta. Ma lui arrivò per primo, vent’anni fa giusti, nel 1997 e c’è ancora un manifesto firmato dall’artista californiano in cui prometteva che sarebbe tornato. E lo farà in questa occasione, capitanando i suoi Mission Express. L’ultima sua incursione dalle nostre parti era stata memorabile: tre anni fa, il 26 luglio 2014, Pusiano entrava nella storia del rock perché lui e Dan Stuart hanno ricostituito il nucleo fondamentale dei Green On Red per qualche minuto, sul battellino che solca il lago diretto all’Isola dei Cipressi, per i pochissimi fortunati ammessi a quell’evento storico. Negli anni Ottanta erano una realtà carissima agli appassionati di rock, sommersi da sintetizzatori e batterie gonfiate (le utilizzava perfino Springsteen!). E allora c’era chi guardava a un’altra America, quella del cosiddetto Paisley underground, un “movimento” inesistente, per chi ne fece parte, almeno quanto lo fu il grunge, perché i musicisti rifuggono le etichette. Eppure c’era un filo rosso che univa loro, i Green On Red, ai Dream Syndicate di Steve Wynn, ai Rain Parade di David Roback, ai Long Ryders di Sid Griffin, ai True West di Russ Tolman, ai Three O’Clock di Michael Quercio fino alle Bangles, le uniche che hanno fatto davvero fortuna, naturalmente aggiungendo una bella patina commerciale – compresi i synth e le super batterie – prima di sciogliersi.

Dan Stuart e Chuck Prophet ai tempi dei Green on Red

Perché tra le cose che accomunano tutti questi gruppi, oltre alle discendenze Sixties, incrociando i Byrds con i Velvet Underground passando per i Moby Grape, c’è quella della divisione, generalmente traumatica. I Green On Red si sono separati quasi fuori tempo massimo, nel 1992. In questo quarto di secolo Prophet si è rivelato non solo un chitarrista capace, ma un autore di prima grandezza oltre che un frontman carismatico. Il primo album, Brother Aldo, realizzato quando ancora militava nella band, venne salutato da critiche molto positive. L’ultimo è evocativo fin dal titolo: Bobby Fuller died for your sins. Chi è Bobby Fuller e perché sarebbe morto per i nostri peccati? Pochi lo conoscono, ma tutti conoscono la sua interpretazione più famosa, quella del classico minore dei Crickets I fought the law, che ispirò i Clash.

Fuller venne trovato esanime nella sua auto a soli 23 anni. La morte venne archiviata come suicidio, ma ci sono diversi punti oscuri come ce ne sono in tutto l’album che Prophet ha definito “California noir”, come se fosse un romanzo di James Ellroy. A proposito di letteratura, The curse of Lono è un romanzo di Hunter S. Thompson che ha ispirato il nome alla band da scoprire in apertura: The Curse of Lono, appunto. L’album di debutto, Severed, ha ottenuto critiche eccellenti e meritatissime.

Ingresso a 20 euro.

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