Changes to Changes: omaggio a Bowie a Cantù

changes-to-changes-omaggio-a-bowie-a-cantu
0 2250

Pochi artisti hanno suscitato il cordoglio che ha meritato David Bowie: nei dodici mesi successivi alla morte non c’è stato giorno in cui non si sia commemorato l’“uom dal multiforme ingegno” (mai come nel suo caso termini come “cantautore” o “musicista” sono semplicemente riduttivi). Giovedì 25 maggio un omaggio a Cantù. Sul palco dell’Unaetrentacinquecirca lo spettacolo Changes To Changes della cantante Diana Rossi e del chitarrista Marco Borsani.

Changes to changes: Diana Rossi e Marco Borsani

Un tributo acustico che ha il pregio di sottolineare quello che è, forse, evidente, ma non va dimenticato: è vero, Bowie è stato molto più di un cantante, molto più di un autore, chi ha assistito a un suo concerto ricorda performance memorabili, spettacoli curatissimi, curati dall’artista nei minimi dettagli sonori e visivi. Ma tutto parte dalle canzoni. Quando non ne aveva di buone, il giovane David Jones si arrabattava nei gruppuscoli di rhythm’n’blues londinesi spuntati come funghi sulla scia del successo dei Rolling Stones. E, va detto, fu sempre più un catalizzatore che un innovatore. I primi successi, racchiusi in un album che portava, per la seconda volta, il suo nome di battaglia ed era forte della hit Space oddity, lo vedono inserirsi nella scia di un folk psichedelico che discendeva da Donovan e trovava in Roy Harper e nei Tyrannosaurus Rex dell’amico Marc Bolan i principali punti di riferimento. Quando passò al glam rock era comunqe secondo agli abbreviati T-Rex. Poi il Philly sound dei club di Filadelfia, l’elettronica tedesca della trilogia berlinese, la dance più nobile, tutti i cambiamenti di un creativo inquieto. Ma alla base c’erano le canzoni: melodie memorabili, testi cuciti a pennello, interpretazioni da brividi, tutte doti che possono ben risaltare in chiave acustica.

Lascia un commento