CellOnSunday: i musicisti del Silk Road Ensemble sul Lario

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I lettori di Bibazz la conoscono bene, perché ogni domenica mattina, con CellOnSunday, lei regala un piccolo momento di grazia con le melodie che segnano il passare delle settimane: la “lei” in questione è Irina Solinas, violoncellista comasca di che da anni si dedica con passione a uno strumento da cui sprigiona un’incredibile energia. Uno straordinario talento, grazie al quale la sua carriera ha subito preso il volo con numerosissime collaborazioni, altrettante esibizioni da solista in teatri italiani ed internazionali e l’attività di compositrice aperta alle sperimentazioni e alla innovazione. Ora è giunto il momento di un’impresa titanica che la vede coinvolta come leader e ambasciatrice italiana di una nuova idea nella Silk Road Ensemble con Yo-Yo Ma e i musicisti della Via della Seta. È nata una pagina Facebook a cui vi invito sicuramente ad accordare il fatidico Mi Piace, per conoscere tutte le attività in programma: www.facebook.com/irinasolinas.

Irina, raccontaci come nasce questo progetto.

È iniziato tutto da un cortometraggio: The music of strangers. Riscoprire, percorrendo una strada tracciata da grandi musicisti, come quelli della Silk Road Ensamble di Yo Yo Ma, che l’essenza più profonda della musica e della cultura è quella di dare un senso alla nostra vita, al nostro essere nel mondo, è stata una delle grandi conquiste di questo ultimo anno. Quando hanno accettato la mia candidatura per la partecipazione al Silkroad’s global musician workshop, organizzato a Indianapolis questa estate, ho toccato il cielo con un dito. Trovarsi dall’altra parte del mondo, assieme ad artisti di tutto il mondo, felici di condividere ogni momento di quei dieci giorni, i nostri talenti e le nostre esperienze artistiche, per aprirci a nuove possibilità e a nuove occasioni musicali, mi ha ridato la speranza.

Poi sei tornata a Como, ma l’esperienza prosegue.

Anziché lasciare tutto e rimanere là con loro, ho pensato di portare con me, a casa, quello che loro mi hanno aiutato a ritrovare. Così li ho invitati, e loro hanno accettato l’invito. Stiamo procedendo per singoli passi, ma la forza di questa iniziativa è travolgente. Un musicista è abituato a tenere il tempo, il ritmo è parte di noi. Eppure questa iniziativa, che prende il titolo di Silkroad’s global musician workshop ambassadors, è dirompente, non mi bastano le ore e i giorni passano a una velocità impressionante. Lunedì prossimo arriveranno i primi musicisti che hanno aderito.

Vuoi presentarceli?

Baturay Yarkın è un pianista, compositore e arrangiatore dal repertorio musicale molto ampio, che spazia dalla musica tradizionale al pop, jazz e tango. Cheong Li suona il pianoforte, l’erhu (strumento cinese a due corde) e il guqin (che di corde ne ha sette). Nağme Yarkin suona il kemence (uno strumento a corde diffuso nel Mediterraneo) da quando ha undici anni ed è impegnata ora nella sua tesi in cui si sperimenta anche come compositrice. Danny Mekonnen, di origine etiope-americana, è sassofonista e ha studiato e condiviso il palcoscenico con artisti di tutto il mondo. Purtroppo Ruairi Glasheen – percussionista e compositore, ha avuto un contrattempo e non riuscirà a unirsi al gruppo. Sarà una piacevole sorpresa scoprire chi è il suo sostituto, ma per ora non anticipo niente.

Come si svolgerà la vostra attività?

Passeremo tre giorni insieme ripercorrendo lo schema di lavoro del workshop e poi inizieremo a incontrare il pubblico. Ringrazio il Comune e l’associazione ShantiMarga di Faggeto Lario, che ci hanno permesso di dare la giusta forma e dimensione all’iniziativa. Tra le case di pietra e l’aria fina di Palanzo, alla Locanda Filomena, ci prepareremo e poi saremo per tre giorni ospiti del Teatro Franco Parenti di Milano, dove sono organizzati workshop tematici per musicisti e due concerti aperti al pubblico.

Parliamo quindi di tradizione o di improvvisazione? Qual è il messaggio che affiderete alla vostra musica?

La magia sta proprio lì, nella unione tra tradizione e improvvisazione. È questo il messaggio che mutuiamo dal Silk Road Ensemble. Rispondo con altre due domande, che sono le domande a cui noi diamo forma e risposta in musica. Che cosa succede quando degli sconosciuti si incontrano? Come si fa trasformare la paura in gioia? Sperimentiamo e ci confrontiamo per trovare assieme la risposta.

A chi è diretto il vostro invito?

Uno dei principi cardine di questa iniziativa è quello dello scambio tra artisti, professionisti, esperienze e culture. L’invito non può che essere aperto a tutti coloro che si incuriosiscono, anche solo leggendo questo articolo. Ci rivolgiamo sia ai musicisti che agli amanti della musica e delle culture. L’offerta è ambia e variegata: iniziamo con una jam session a Palanzo mercoledì 18 alle 18, aperta a tutti i musicisti del territorio. Seguirà un concerto pubblico all’oratorio di Lemna giovedì 19 alle 21. Da lì alla volta di Milano, dove proponiamo workshop per musicisti esperti che sono pronti per sperimentare e conoscere. A calendario sia venerdì 20 che sabato 21 ottobre, sono numerosi: musica ottomana – Turkish music and classical kemence: scale and tunes from ottoman music di Yarkin; musica orientale, nello specifico Not quite chinese music – encountering crossroads of music in Macau and Hong Kong di Li Cheong; musica Etiope e improvvisazione, Introduction to ethiopian jazz modal improvisation” di Denny Mekonnen, quindi un seminario sulle percussioni e le jam session a chiusura di ogni giornata alle 18. Il concerto conclusivo a Milano, domenica 22 ottobre alle 18 e alle 19, due parti che saranno intervallati da un incontro pubblico con i musicisti. Che dire, vi aspettiamo numerosi!

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