Canzoni di Rino, spirito di Vino Raro

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«Il pubblico di Cantù non delude mai», hanno sentenziato i Vino Raro alla fine del concerto All’Unaetrentacinquecirca. Altrettanto si può dire di loro, però: sempre coinvolgenti, carichi a mille e sprizzanti energia e divertimento. Iniziano col botto: A mano a mano prende subito il pubblico e da lì è solo un crescendo.

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E cantava le canzoni movimenta la situazione, Spendi spandi effendi continua su questa scia. Quasi due ore senza pausa, i nostri non si risparmiano e scaldano i presenti con i pezzi di Rino Gaetano che più amano – e amiamo. Dal palco suggeriscono di formare un cerchio per una tarantella, che puntualmente parte alle prime note di La zappa il tridente il rastrello la forca l’aratro il falcetto il crivello la vanga.

Subito dopo, Aida, Ahi Maria (introdotta dal “Cotro”), Rosita, ad accompagnarci ancora. Siamo in silenzio elettorale, ma Nuntereggae più vale sempre. Il cielo è sempre più blu ci avvicina al gran finale, che però arriva solo dopo («Vediamo se questa la sapete», scherza Ivan, il cantante) e Berta filava.

Si vociferava che questa fosse l’ultima esibizione, ma il loro congedarsi con «Alla prossima» fa ben sperare.

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