Cantù in levare, arrivano Reggaepeople e Rootz Ital Movement

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Ritmi in levare, buone vibrazioni e melodie irresistibili invaderanno venerdì 1 dicembre All’Unaetrentacinquecirca di via Papa Giovanni XXIII 7 a Cantù. Saranno due le formazioni che si alterneranno sul palco dello storico locale, proponendo pezzi inediti e cover rivisitate di celebri brani del panorama reggae. I primi ad esibirsi saranno i Reggaepeople, con Lara Molteni e Lucia Fontana (voci), Mario Fiorentino (basso), Alessandro Spoldi (tastiera), Roberto Limonta (chitarra), Giuseppe Sidari (batteria) e Daniele Panetta (percussioni). La band comasca, nata nel 2005, vanta un repertorio di brani originali dal sound ricco di contaminazioni, ritmi trascinanti ed irresistibili ritornelli, tutti da cantare. Un anno fa è uscito il loro primo singolo con videoclip, dal titolo Brand new, e al momento sono impegnati nella scrittura di nuovi brani.

Dopo di loro, si terrà il live della band bresciana Rootz Ital Movement, composta da otto musicisti grintosi e pieni di energia, con le idee già molto chiare sul proprio futuro. «Scegliere di approcciarci al reggae è stata un’idea mia – ha raccontato il cantante Riccardo Loda – insieme al sassofonista Paolo Gandolfi, al tastierista Sebastiano Abaribbi ed al chitarrista Francesco Bertoni, in un periodo in cui stavamo scoprendo questo genere musicale. All’inizio la nostra conoscenza in questo campo era ristretta, poi abbiamo scoperto le sue mille sfaccettature, e ce ne siamo innamorati. Successivamente, la formazione si è ampliata, grazie all’arrivo di Laura Gaffurini alla voce, Giuseppe Ungari al basso, Marco Temponi alla batteria e, infine, pochi mesi fa, di Simone Abeni alla tromba.

Rootz Ital Movement

L’intenzione è stata da subito quella di scrivere pezzi nostri, affiancando al lavoro compositivo lo studio di cover da aggiungere alla scaletta live. Ora ci siamo affinati, sia nelle modalità che nella tecnica esecutiva, ci sentiamo più maturi artisticamente, tanto che siamo quasi pronti a pubblicare la nostra seconda fatica discografica, che uscirà la prossima primavera. Sarà una raccolta di sette brani che racconterà la nostra evoluzione artistica dagli esordi ad oggi, un “black EP” che, partendo dal reggae classico, spazierà nel mondo della black music, dal soul al funk, dalla fusion al jazz, fino all’hip hop, in una serie di contaminazioni tra generi che esprimeranno ciò che siamo diventati».

Sono tanti i “padri ispiratori” del gruppo, sia dal punto di vista vocale che da quello ritmico e melodico. «Per citarne alcuni, i Groundation, per la loro commistione tra reggae e jazz, Bob Marley e Peter Tosh per l’uso particolare della voce, fino ad artisti come Alborosie dei Reggae National Ticket, e, a livello di significato, agli Africa Unite. Nel nostro nuovo album, infatti, ci saranno delle parti cantate in italiano, una novità rispetto al primo, che manteneva il linguaggio standard del reggae tradizionale. Scrivere in italiano è stato come superare un blocco, entrare in un mondo diverso di ritmiche, sonorità e accenti, evitando di cadere nella banalizzazione, ma riscoprendo la bellezza di usare la propria lingua madre».

Inizio concerti alle ore 22 circa, ingresso a 5 euro.

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