Camerini, l’Arlecchino rock ritorna al Carroponte

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Un tuffo negli anni Ottanta per il Carroponte. Venerdì 18 agosto salirà sul palco uno dei più grandi miti di quell’era: Alberto Camerini. Mito era e mito rimane, anche se la sua immagine, passato quel decennio dorato e irripetibile per lui, è sbiadita entrando nel mondo delle icone del passato, assieme al suo costume da Arlecchino rock’n’roll che incrociava le suggestioni della commedia dell’arte alle sonorità dei Kraftwerk in brani come Tanz bambolina. Con il senno di poi sembra facile, ma non lo fu affatto. Per quel ragazzo arrivato in Italia da San Paolo del Brasile, bravo chitarrista entrato nell’orbita della scena milanese sunando assieme a Eugenio Finardi nel Pacco, si trattò di un salto nel buio.

Come strumentista ha contribuito a numerosi album degli anni Settanta entrati nella storia e nello stresso decennio ha esordito per la Cramps di Gianni Sassi (la stessa degli Area e dell’amico Finardi) con un bel trittico: Cenerentola e il pane quotidiano, Gelato metropolitano e Comici cosmetici lo segnalano anche come ironico e stralunato autore di testi. Il salto avviene nel 1980 del passaggio a una major, la Cbs, e della pubblicazione di un album omonimo, che propone la ballata Serenella e ancora di più del successivo Rudy e Rita che spedisce diritta in testa alle classifiche l’irresistibile Rock’n’roll robot. A quel punto il destino di Camerini è segnato: quell’immagine non gli si stacca più, alle chitarre si sostituiscono i sintetizzatori e con Rockmantico sembra proprio che sia destinato a essere una delle star più importanti del decennio in un perfetto connubio di pop ed elettronica, sperimentazione e melodia. Invece dopo Angeli in blue jeans il successo viene a mancare e pochi si accorgono dei suoi lavori seguenti. L’ultimo, Kids wanna rock, risale ormai al 2005 e vede Camerini spostarsi sull’asse del punk.

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