Buscadero day, in the basement with Willie Nile

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Il più bel momento backstage del Buscadero day si è tenuto nello scantinato di palazzo Beauharnais, allestito come un grande (e fresco!) camerino per gli artisti che si sono susseguiti sui due palchi dalle 11 del mattino fino a notte. Idee dell’ultimo momento, Andrea Parodi style. Willie Nile ha appena pubblicato un album dedicato a Bob Dylan. Anche Francesco De Gregori ha appena pubblicato un disco composto interamente di versioni italiane dello Zimmerman. Con il cantautore romano suonano Alex Valle, chitarrista, mandolinista, asso del dobro, grande musicista, a Pusiano per accompagnare altri artisti. Ma c’è in visita pure Guido Guglielminetti, bassista, produttore, arrangiatore, “mente” musicale di De Gregori (e non solo: aspettatevi grandi cose dal prossimo disco di Filippo Andreani). Ecco l’idea: ma perché non farli suonare Dylan assieme, coinvolgendo anche Max Malavasi, batterista e percussionista di estrema versatilità? Con Nile c’è già Marco Limido, bravissimo chitarrista. E quindi eccoli tutti in the basement (come Dylan con la Band, 50 anni fa) a imparare velocemente la versione di Willie di Blowin’ in the wind. E che ci vuole? Ce ne vuole, perché ha un arrangiamento quasi punk, non dissimile al trattamento che Joey Ramone riservò a What a wonderful world. «Ma che ne direste di suonare anche One guitar: è semplice – spiega Nile – solo due accordi», con l’espressione di uno che ha scritto un pezzo qualsiasi e, invece, è un grande inno. Cinque minuti dopo (non senza avere imparato a pronunciare «Guglielminetti») eccoli sul palco a far saltare un migliaio di persone.

 

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