Buon compleanno, Subsonica!

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Migliaia di «Sentiloooooo!!!» gridati dai palchi di tutta Italia e di mezza Europa, sette album in studio più un numero considerevole di singoli e raccolte, tre dischi di platino, mezzo milione di copie vendute, una decina di premi vinti, un tour (l’ultimo) durato due anni e mezzo.

Torino 1 ottobre 2008 OGR Officine Grandi Riparazioni Set sul video dei SUBSONICA "Il Vento"

Questi sono solo alcuni dei numeri di una delle band nostrane più apprezzate e longeve, i Subsonica, che si esibiranno all’Albizzate Valley Festival giovedì 7 luglio per la prima data del [1996-2016] Tour. «Vent’anni di carriera sono tanti. Siamo felici di festeggiarli, siamo sul podio, ovviamente dopo i Pooh» ha dichiarato in un intervista un sorridente Max Casacci, chitarrista della formazione torinese, aggiungendo qualche dettaglio sulla scaletta dei live, che prevederà l’esecuzione di due o tre brani tratti da ogni album, per ripercorrere la loro storia dal 1997 a oggi.

Anche il palco scelto per questa festa ha un che di celebrativo: giunta ormai alla quattordicesima edizione, la kermesse musicale varesotta organizzata dall’associazione MEGA (Movimento Espressivo Giovanile Albizzatese) è considerata uno dei festival indipendenti più importanti del nord Italia; dal 7 al 10 luglio, infatti, le proposte musicali spazieranno dall’elettronica al reggae, dal pop al cantautorato, in un susseguirsi di contaminazioni e fusioni tra generi musicali.

Il compito di aprire la prima serata e scaldare il pubblico nell’attesa della band del buon Samuel spetta ai Monaci del Surf e al loro Terzo Tour, nel quale, indossando abiti da banditi del vecchio West e maschere dal segno rosso sugli occhi, presentano il loro ultimo disco, Monaci del Surf III. Un inizio davvero esplosivo, una sorta di omaggio a quella Torino che ha sfornato (e continua a sfornare) alcuni dei maggiori talenti musicali italiani.

È nel capoluogo piemontese che si sono conosciuti Max, Samuel Umberto Romano, Boosta (Davide Dileo), Ninja (Enrico Matta) e Vicio (Luca Vicini), tutti provenienti da precedenti esperienze musicali, tutti con in testa le stessa idee geniali: giocare con i suoni, buttarla sull’elettro/dance, mischiarla con ritmi drum’n’bass, costruire testi dalla struttura serrata ed efficace senza dimenticarne il senso, dare forma a live spettacolari e scintillanti. Correva l’anno 1996, e mentre in Inghilterra si scioglievano i Take That, gettando nella disperazione più nera milioni di teenager in tutto il mondo (sottoscritta compresa, lo ammetto), all’ombra della Mole cinque ragazzi univano i titoli di due brani, Sonica dei Marlene Kuntz e Subacqueo degli Africa Unite (scritta dallo stesso Casacci), fondando così i Subsonica. Archiviati i bellocci di Manchester (che senza Robbie Williams non si va da nessuna parte), consumo SubsOnicA, il loro primo album omonimo, innamorandomi poi perdutamente di Microchip emozionale (1999) e Amorematico (2002), sedotta dai campionamenti del buon Boosta e dalla voce di Samuel (che oltretutto era ed è un bel vedere, ecco).

Non li cito tutti, ma in ogni album ci sono brandelli di vita, ricordi di questi ultimi “miei” vent’anni trascorsi tra l’Emilia e il lago, chilometri macinati sull’A1 accompagnata dalle compilation casalinghe più improbabili, ma con un’unica, sola, presenza fissa: loro. Quindi non posso fare a meno di festeggiare anch’io questo “nostro” compleanno, emozionata come se fosse il primo live che mi vede sgambettante e gaudente tra la folla.

Poi, per non farci mancare proprio niente, sabato 9 quel gran pezzo del Boosta si esibirà al Parco Tittoni di Desio per la seconda edizione di Sottobosco, Dance Like Nobody’s Watching, uno spazio interamente dedicato all’universo underground legato alla musica elettronica.

Che si dia inizio alla festa, dunque. Io vado, sono pronta. Restate lì, vi farò sapere com’è andata. E, se riesco, vi porto pure una fetta di torta.

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