Bruce Springsteen & The E Street Band, doppio live a San Siro

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Nel 2013 aveva concluso il suo quinto concerto a San Siro con una promessa e un atto d’amore. La promessa: ci rivedremo. L’atto d’amore: «Ho suonato in tanti luoghi nella mia carriera, ma questo posto non lo dimenticherò mai». Tre anni dopo rieccoci ancora qui, nella canicola del Meazza, per rinnovare quella passione scattata nel 1985, alla prima data italiana di Bruce Springsteen. The Boss is back. Per due magiche notti milanesi: domenica 3 (inizio ore 20, sold out da mesi) e martedì 5 luglio (stessa ora, identico tutto esaurito). Bruce e quell’inossidabile macchina da rock che è la E Street Band sono in Europa da metà maggio, quando al Camp Nou di Barcellona regalarono tre ore e mezza di energia, passione e festa nella prima data continentale della riedizione del The River tour trentacinque anni dopo. In realtà dell’album, quinta fatica della carriera dagli esordi del 1973 con Rosalita e New York City serenade (serenata che in tanti sognano di ascoltare a Milano), Bruce sta regalando poco al pubblico europeo. Una scelta che ha suscitato – evento più raro di un’eclisse lunare la notte di Natale – qualche critica tra gli esigenti fan di Springsteen, disposti però come sempre a perdonare la capacità del Boss di far cantare e saltare e ballare e commuovere uno stadio intero in tre ore e mezza (una settimana fa, a Goteborg, ha sfiorato le 4 ore) di rock sfrenato a dispetto dei 67 anni di età.

Che San Siro sia una data speciale per Bruce e il suo pubblico lo dimostrano: la quantità di spettatori provenienti da tutta Europa e non solo (ci sono fan da Spagna, Francia, Germania, Inghilterra, Belgio, Grecia, Stati Uniti solo per citare i più numerosi), il tutto esaurito che si è consumato in pochissime ore quando la Barley Arts (da sempre promoter italiano del Boss) ha messo in vendita i biglietti, ma anche i tweet con l’hashtag #therivertourmilano che stanno affollando la rete. Come quello del fan club di Perth che venerdì scriveva: «Non vediamo l’ora di vedere la coreografia italiana». Già nel 2013 un gruppo di pazzi molto pazzi (volendo parafrasare la definizione di Springsteen dei fans italiani) aveva tappezzato gli spalti di San Siro con un Our love is real (il nostro amore è reale) diventato, oggi, un progetto con tanto di crowdfunding su Internet, capace di raccogliere migliaia di euro in poche settimane. Martino e gli altri ragazzi di quel gruppo assicurano che l’ingresso di Bruce sul palco questa sera, accompagnato quasi sicuramente dalle note di C’era una volta il West di Ennio Morricone, sarà commovente. E c’è da scommetterci che anche la loro, di promessa, sarà mantenuta.

L’attesa è spasmodica. Ci sono appassionati in coda da giovedì per garantirsi un posto sotto il palco (a proposito, apertura cancelli dalle 15, tutte le info in una app per Android e iPhone, The river tour Italy, e al sito dedicato brucespringsteenitalia.com). Amy Aiello Lofgren, la moglie del chitarrista del rocker del New Jersey, definisce San Siro la Mecca degli sprinsteeniani. Una Mecca che torna ad accogliere – forse per l’ultima volta – il più grande perfomer live di tutti i tempi. Sessantamila persone, ancora una volta, si immergeranno nel fiume del Boss. Per riscoprire che la terra promessa può essere semplicemente una chitarra, una voce e uno stadio pieno di passione.

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Apertura cancelli alle 15. Inizio concerti alle 20. Orari casse per il ritiro dei biglietti TicketOne acquistati online: per il concerto del 3 luglio sabato 2 luglio dalle 10 alle 18 e domenica 3 luglio dalle 8; per il concerto del 5 luglio lunedì 4 luglio dalle 10 alle 18 e martedì 5 luglio dalle 8.

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