Bocephus King, magia di una notte d’inizio estate

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Come si racconta una serata in cui esci per andare ad ascoltare un po’ di musica e fuggire dal caldo e poi ti ritrovi, alle due del mattino, felicemente seduta sul ciottolato di una strada a cantare i Beach Boys con Bocephus King? Una serata così si racconta con i sorrisi e l’affettuosa accoglienza dei ragazzi della Locanda Filomena, con il talento e la grazia delle musiciste che hanno accompagnato il nostro BK, Pauline Fazzioli all’arpa e Alice Marini al violino, con una location meravigliosa, incastonata tra le pietre dell’antico borgo di Palanzo, con i tanti presenti, accorsi per cogliere un piccolo pezzetto di paradiso.

Sul palco Pauline Fazzioli, Bocephus King e Alice Marini

Un concerto acustico a piedi nudi, suonato in punta di corda, iniziato con una versione struggente di Crêuza de mä di Fabrizio De André, che ha lasciato tutti stupiti e commossi e proseguito con brani originali e cover, magistralmente interpretati dagli artisti che occupavano il piccolo palco. Piccolo, sì, ma grande abbastanza per accogliere, dopo una pausa tra un set e l’altro, il violoncello perfetto di Irina Solinas, appena tornata dalla sua tournée nel continente americano, la chitarra di Luka Zotti e l’umile voce della sottoscritta, tirata dentro a sorpresa su Three little birds di Bob Marley e rimasta, grata, fino al gran finale.

Come si racconta un artista maiuscolo, che al termine di un lungo live, dopo aver salutato e chiacchierato con il pubblico, si siede sul bordo del palco, imbraccia la chitarra e continua a suonare, per il puro e semplice piacere di farlo, per i pochi rimasti, cedendo lo strumento a chi aveva voglia di usarlo? Come si racconta un musicista che, alle due del mattino, intona God only knows insieme a quattro amici e, davanti alle (giustificate, per carità) proteste del vicino di casa si scusa sinceramente?

Una serata così non si può raccontare, perchè nessuna parola può renderle giustizia. Le note sì. Solo quelle possono. Eccole, quindi. Buon ascolto.

(Foto di Roberto Sasso)

 

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