Bobocephus! A Cantù Rondelli & The King

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Un mostro si aggira per l’Italia: è il Bobocephus, prodigio bicefalo nato in un giorno imprecisato nella misteriosa terra di Toscanada. Ora si aggira per i locali proponendo canzoni stralunate, poesia, perle di saggezza, perfino rock’n’roll. Avverrà anche a Cantù, All’unaetrentacinque giovedì 13 ottobre alle 22. Si sa: il sonno della ragione genera mostri e Bobo Rondelli e Bocephus King non sono certo due tipi ragionevoli. Si sono incontrati per caso, nell’unico luogo possibile: un palco. Lì hanno scoperto di essere non solo compatibili, ma complementari. Il livornese che “ha picchiato la testa”, che ha conquistato la sua popolarità chilometro dopo chilometro, serata dopo serata è impegnato in un omaggio a un illustre concittadino, Piero Ciampi, cui ha dedicato uno récital e un disco. Bocephus King, ormai, è italiano quanto canadese e il nostro Paese lo ama e lo apprezza: per il secondo anno consecutivo – non è da tutti – sarà ospite del Premio Tenco a Sanremo, per rendere omaggio a un altro importante cantautore, proprio Luigi Tenco (l’anno prossimo il cinquantesimo dalla morte). Aveva lasciato tutti a bocca aperta, dodici mesi fa, appropriandosi di un classico di Guccini, Autogrill, e trasformandolo in una ballata a stelle e strisce fatta e finita. L’altra sera, ospite dell’Angolo del Tranciato di Carugati, sempre a Cantù, per la chiusura della Festa del legno, non ha anticipato nulla di quello che farà sul palco dell’Ariston né di quanto si ascolterà stasera dai Bobocephus, ma ha anticipato la sua traduzione di Via con me di Paolo Conte, ha duettato con la violinista e cantante Alice Martini in una sorprendente Baby dal repertorio di Caetano Veloso e ha personalizzato Fantastic voyage, non esattamente il più scontato dei brani per salutare David Bowie (e ha anche rivelato una personale fascinazione per Blackstar, l’ultimo album del “duca bianco”).

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Al Buscadero Day 2015 i Bobocephus ha fatto una sua prima apparizione pubblica sorprendente. Il territorio comune tra Rondelli e Jamie Perry (il vero nome del King) è il rock d’autore, quello che il toscano ha macinato per anni nei club prima di ritrovarsi alla guida dell’Ottavo Padiglione, prima che Virzì gli dedicasse un film, prima di diventare, da solista, A famous local singer, come titola uno dei suoi preziosi album.

È lecito, quindi, aspettarsi l’inaspettabile a cominciare da un tributo di Bocephus al nuovo amico: una versione inglese de La marmellata, una delle canzoni più amate di Rondelli. Poi ci sono Dylan, gli Stones, Lou Reed, Bowie e tutte le canzoni che i due vorranno scambiarsi in una serata che dà il la alle celebrazioni per il 24º anniversario del locale canturino che proseguiranno venerdì 14 con il triplo concerto di Charlirancol, La Memoria dell’Acqua e Machiladora e si concluderanno sabato 15 con la festa vera e propria, guidata dagli scatenatissimi della Mama Bluegrass Band.

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