Blues to bop: musica black nelle piazze di Lugano

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Da giovedì 24 fino a domenica 27 agosto a Lugano si rinnova l’appuntamento, attesissimo, con Blues to bop. Sono quasi sessanta ore di musica live, completamente gratuita, suddivise tra piazza della Riforma, piazza Dante e piazza San Rocco (quest’anno manca all’appello piazza Cioccaro, chiusa per lavori in corso, ma pronta il prossimo anno ad accogliere la trentesima edizione). Domenica, infine, ci sarà una matinée nella Hall del Lac e la serata conclusiva a Morcote. Sono sette i nomi che si alterneranno sui palchi. Vediamoli nel dettaglio.

Prima volta al Blues To Bop per Slam Allen (nella foto in alto) che, lo scorso anno, ha ottento il Master blues artist award alla New York Blues Hall of Fame. È nato batterista, ma è cantante, autore e chitarrista che cira come principali modelli Otis Redding, Wilson Pickett, James Brown, Sly Stone, Jimi Hendrix e i “tre re”, Albert, Freddie e B.B. King. Ma se c’è un grande che deve ringraziare, questi è il leggendario armonicista James Cotton con cui ha suonato per lungo tempo. Things sho’ done changed, album del 1998, lo ha segnalato alla critica e al pubblico. È solo uno dei sette dischi pubblicati da Slam che, in Svizzera, porta Feel these blues, il suo ultimo lavoro (per uno che è soprannominato “the soulworking man” il termine è assolutamente appropriato).

J.T. Bowen

J.T. Bowen e Bruce Springsteen

Al contrario il newyorchese Dave Keyes è già stato applaudito nelle piazze luganesi. Con lui la sassofonista Deanna Bogart e il cantante J.T. Bowen e qui dovrebbero drizzarsi le antenne non solo degli appassionati di black music, ma degli springsteeniani di più stretta osservanza. Si tratta, infatti, della voce dei Red Bank Rockers, la band del compianto Clarence Clemons. Ma non è finita: ha cantato anche con i Disciples of Souls di Little Steven, con Gary U.S. Bonds – idolo di Bruce – in un album prodotto dallo stesso Springsteen mentre è stato Garry Tallent della E Street Band a occupare la cabina di regia per il suo We’ve got the love e, di certo, i collezionisti, spulciando tra i bootleg del tour di Born in the Usa lo ritroveranno sul palco proprio con il Boss al Giants Stadium per cantare Woman’s got the power.

Glorifying Vines Sisters of FarmVille North Carolina

Non solo non hanno mai partecipato alla manifestazione elvetica, ma non hanno mai cantato al di fuori degli Stati Uniti le Glorifying Vines Sisters of FarmVille North Carolina. Si tratta di una formazione Gospel a “conduzione familiare”, con le tre sorelle Dorothy, Alice e Maddie a spartirsi il microfono e a guidare il gruppo con il chitarrista Johnny Ray Daniels. Gli Swing Leekers porteranno sonorità swing sui palchi, con il jazz degli anni Ruggenti. Si tratta dell’ultima formazione di Mauro Porro e si può ben dire che viva nel passato questo milanese che colleziona vecchi 78 giri, spartiti ingialliti e strumenti scampati a un paio di guerre mondiali. Arrangiatore e direttore, si districa tra pianoforte, tutti i tipi di sax, clarinetti, tromba e cornetta ed è, da quindici anni, un punto di riferimento per il “vintage jazz” nostrano. Naturalmente anche il suo look è rétro e ha guadagnato un ruolo come attore nella fiction Rai Le ragazze dello swing, dedicata al Trio Lescano, che non sarebbe stata così accurata se Porro non si fosse impegnato anche come consulente, arrivando a prestare alcuni dei suoi preziosi strumenti d’epoca. A Como si è ascoltato allo Swing Crash Festival ed è stato protagonista di serate di MercoleGreen.

Scilla Hess

Scilla Hess gioca in casa: luganese, ha partecipato alla finale svizzera di Eurosong e a Switzerland’s Got Talent per poi trasferirsi a Los Angeles e registrare un primo, omonimo, album, pubblicato nel gennaio di quest’anno. Mescola pop, jazz, cabaret e burlesque e sarà accompagnata da quattro ballerine che rappresenteranno vari momenti della storia del jazz. E sono ticinesi anche gli Shabby Chic, in una formazione inedita di otto elementi, creata appositamente per il festival.

Il programma

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