Bahrami & Rea, la strana coppia di star per l’Associazione Palma

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Ramin Bahrami, Danilo Rea e la musica di Bach sono pronti a sostenere l’Associazione Antonio e Luigi Palma per la cura del dolore. L’atteso appuntamento con Bach is in the air è per venerdì 1 dicembre in Teatro Sociale a Como: il duello a suon di musica di Ba- ch, con una serie di temi celeberrimi dall’Aria delle Variazioni Goldberg al Corale della Cantata Bwv 147 passando per il primo Preludio del Clavicembalo, il Minuetto in sol del Quaderno di Anna Magdalena che chiunque abbia messo le mani su una tastiera ha imparato, costituiranno la provocazione “colta” di Bahrami che Rea farà propria e rilancerà sulle vie dell’improvvisazione di stampo jazzistico.

Una vita non facile, segnata dalla fuga dal Paese natale e dall’esilio, una condizione che permane tuttora per Ramin Bahrami, pianista iraniano di fama internazionale. Quarantunenne, nato a Teheran, è considerato uno dei migliori interpreti contemporanei delle musiche del grande compositore tedesco tanto da intitolare Come Bach mi ha salvato la vita la sua autobiografia. Racconta del padre, Parviz, ingegnere per lo Scià e violinista amatoriale, incarcerato dai khomeinisti con l’accusa di essere un servo dell’Occidente. Il piccolo Ramin ha solo sette anni ed è costretto ad abbandonare l’Iran, ma non dimenticherà le parole del padre, che morirà nelle carceri di Teheran nel 1991: «Frequenta Bach, non ti lascerà mai solo». Come un monito, un compito da portare a termine per onorare una promessa. Il giovane Bahrami si rifugia in Italia, studia al Conservatorio di Milano dove si diploma in pianoforte e, contestualmente, inizia il suo percorso con Bach: la sua musica, afferma nel libro, possiede un «messaggio universale di libertà, armonia e bellezza che assomigliano al mondo che immagino ancora possibile». Una sensibilità, la sua, che si esprime non solo con la musica, ma anche prestando la sua arte a iniziative come questa.

Ramin Bahrami (Foto di Giuseppe Melandri)

Poliedrico è aggettivo perfino riduttivo per Danilo Rea. Basta spulciare i “credits” dei dischi dei principali (e anche dei secondari) artisti a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta per scovare sovente il nome di questo talentuoso vicentino che ha saputo colorare con il suo tocco anche gli album più impensabili. Ma il grande amore è, e rimane, la musica afroamericana, fin dai tempi del Trio di Roma, fondato con altri due assi (Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto). Vanta trascorsi alla corte di Chet Baker e Lee Konitz, prestigiose collaborazioni con insigni colleghi come Maria Pia De Vito, Giovanni Tommaso e la militanza in quella macchina da guerra musicale che sono i Doctor 3, ma bisogna ricordare che Rea è il pianista più apprezzato da Mina, che Gino Paoli lo ha voluto per il progetto Milestones, che artisti diversissimi come Renato Zero, Cocciante, Celentano, Fiorella Mannoia lo hanno chiamato.

Danilo Rea

L’associazione Palma compie un quarto di secolo di bene offerto a Como nell’ambito dell’assistenza e cura gratuita alle persone affette da cancro in fase avanzata presso il loro domicilio, mediante l’intervento di un’équipe qualificata per il supporto al malato e alla sua famiglia volto al sostegno psicologico e al mantenimento di un’adeguata qualità di vita.
L’ingresso alla serata di quest’anno, così particolare, prevede il posto unico a 25 euro devoluti ai fini dell’associazione.

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