Allevi benefico dirige i classici

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Un Giovanni Allevi per tanti inedito: non seduto al fedele pianoforte, ma intento a dirigere una grande orchestra e un coro. Non in veste di compositore, ma pronto ad affrontare capolavori secolari di grande musica, da Johann Sebastian Bach a Carl Orff, da Giuseppe Verdi a Georg Friedrich Händel e Wolfgang Amadeus Mozart (anche se, in programma, c’è anche una sua partitura: il madrigale per coro e orchestra, O generosa!, divenuto inno della Lega Serie A). Tutto a favore di Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro. Questo evento si svolgerà giovedì 18 maggio alle 21 al Teatro degli Arcimboldi di viale dell’Innovazione 20 a Milano (biglietti da 66 a 27,50 euro). I fondi raccolto andranno a sostegno della ricerca sui tumori pediatrici. Allevi dirigerà i professori dell’Orchestra Sinfonica Italiana con il Coro dell’Opera di Parma.

La critica più intransigente non mai stata troppo tenera con lui mentre tanti rampolli di Conservatorio più o meno illustri continuano a vederlo come il fumo negli occhi. Questioni che poco gli interessano: per lui, dice, è molto più importante il rapporto con chi si siede ad ascoltarlo senza preconcetti: «Non esiste suono più bello dell’applauso del pubblico: è tutto ciò che ho. Non cerco riconoscimenti, ora più che mai, non voglio neanche che mi venga attribuito alcun merito. Ho scelto di vivere lontano dal prestigio formale, dalla retorica della musica, per essere il più possibile vicino alla gente, al presente, con le sue ombre e i suoi slanci ideali. L’unica mia debolezza è il bisogno di quell’applauso, in cui ogni sera sul palco si consuma la mia storia d’amore col pubblico. Non solo mi emoziona, ma è come l’abbraccio di un’amante che non sai se rivedrai: cerco di viverlo più intensamente possibile».

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