Alberto Stylòo per il Record Store Day comasco

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Il Record Store Day è una festa internazionale per gli amanti della musica e dei dischi, soprattutto in vinile, che non hanno ceduto al digitale, sedotti ancora dal fascino dei 33 giri. Si celebra a livello internazionale con numerosissime pubblicazioni ad hoc. Sul territorio comasco l’unico store inserito ufficialmente nella manifestazione è Alta Fedeltà Como, che più che un negozio è un vero e proprio tempio del vinile che vede in Francesco Mormile (già elemento di tante formazioni lariane, tra cui gli indimenticati Erode) un vero e proprio sacerdote del culto.

Per festeggiare questo evento, oggi sarà presente uno dei nomi di spicco dell’Italo disco anni Ottanta, Alberto Stylòo. L’artista presenta una nuova edizione di Peach, il suo ultimo album a partire dalle 15.

Era un’icona, una star a livello mondiale, ma poco apprezzata in madre patria. Stylòo è tornato alla musica qualche anno fa con Infective, un album che segnava un netto distacco dal passato, pur senza rinnegarlo, proponendo un artista nuovo, pronto a rimetersi in gioco. Peach è un disco prezioso e delicato come un origami, un “film per le orecchie”, secondo un’azzeccata definizione coniata da Frank Zappa. E il film ha un racconto: “Narra una vicenda realmente accaduta nell’antica Cina – spiega l’autore – e che ruota attorno ai suoi due protagonisti vissuti intorno all’1 a.C.: l’imperatore Ai, della dinastia Han, e Dong Xian, un ragazzo di rara bellezza. Dovendosi rivestire, per non svegliare l’amante addormentatosi sul suo vestito adagiato sul giaciglio, l’imperatore preferì tagliarne la manica con la sua spada. Questa forma di estremo rispetto che culmina in gesti semplici ma importanti, propria delle culture orientali, ha sempre suscitato in me ammirazione. Mi piacciono gesti e parole antiche, nel mio immaginario rievocano purezza e rispetto per valori profondi”. Ma i qui i riferimenti sono altri (e alti): banalmente si potrebbe citare Sakamoto, per l’aroma orientale che avvolge brani come Emperor’s secret garden. In realtà c’è molto di più. L’elettronica tedesca degli anni Settanta, ad esempio, filtrata attraverso la visione della new wave. Peraltro l’unico modello citato espressamente da Stylòo è il sassofonista Wayne Shorter con la sua “duty free music”, una musica libera da doveri. Ambient? New age? Techno? Pop? L’evoluzione dell’iniziale Red shift è sintomatica: da semplice sequenza di poche note a largo paesaggio sonoro con continui inserimenti di suoni cangianti fino a creare un’atmosfera impalpabile, eppure concreta. Un brano come Watch the world I drown in non faticherebbe a farsi strada sui dancefloor europei. IWbe, unico cantato, è una ballad lenta, sospesa, liquida. Tutti i brani meritano un ascolto attento. Peach è pubblicato da Discipline, l’etichetta che lo stesso Stylòo ha rivitalizzato assieme al suo fondatore, Garbo, ma se i due collaborano spesso, questo è un prodotto “autarchico”, realizzato in completa solitudine artistica.

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