A Villa Reale apre il Liga Rock Park

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«Il patto è stringerci di più prima di perderci. Forse ci sentono lassù, è un po’ come sputare via il veleno. Urlando contro il cielo».

Sono passati 25 anni da quando Luciano Ligabue, capelli lunghi, gli immancabili gilet e le camicie colorate, ha cantato per la prima volta quello sfogo urlato al cielo che sarebbe diventato l’inno dei suoi fan.

ligaieriQuelli che hanno iniziato a seguirlo quando, partito da Correggio a trent’anni (un po’ in ritardo rispetto a molti suoi colleghi) si è fatto conoscere prima fuori provincia e poi, via via, nel resto d’Italia. Erano gli anni in cui, chi era iscritto al fan club (quando ancora esistevano le fanzine, quelle vere, di carta, e si collezionava perfino la busta con il timbro di via Asioli a Correggio) partecipava al raduno annuale, rigorosamente tra Modena e Reggio Emilia. In palazzetti in cui si riusciva ad arrivare subito in prima fila e nei quali ci si ritrovava in poco di più di qualche centinaia di persone. I raduni nei quali, se pioveva, si razzolava subito nel fango. I raduni veri, sudati, attesi. Quelli in cui, mentre si aspettava Luciano (perché lui voleva lo si chiamasse solo così), si facevano due chiacchiere con suo fratello, o con i ragazzi della band.

Gli inizi, insomma. Ligabue è sempre rimasto nella sua Correggio, piccolo borgo («o piccola città eterna» per usare le sue parole) nella bassa padana che ha impresso nelle immagini di Radiofreccia e in quella frase alla radio «Credo nelle rovesciate di Bonimba e nei riff di Keith Richards….credo che la voglia di scappare da un paese con 20mila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx? Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia». Il suo primo concerto, il 9 luglio del 1981, è stato proprio nel suo paese, alla festa de L’Unità. Poi ha fatto i lavori più disparati fino al Terremoto rock del 1988 che lo porterà al suo primo concerto con i Clan – Destino il 9 luglio (forse non è un caso) 1989 e a incidere, nel 1990, Ligabue con quella Non è tempo per noi che sarebbe diventata l’inno di una generazione e con la copertina fitta di citazioni (da Tom Waits a Bob Dylan, passando per nonna Ermelina, perché le radici e gli affetti non si dimenticano).

Gli anni prima di Buon compleanno Elvis,  del 1995. Prima del grande pubblico. Prima del grande successo che sarebbe arrivato, nel 2005 a frantumare ogni record con il mega evento di Campovolo, ripetuto poi altre due volte.

liganowMa in tutti questi anni, come ha detto ieri a Monza Ligabue mentre presentava il grande evento del 2016, «c’è una sola canzone che ho sempre cantato, da quando l’ho incisa, in ogni concerto: Urlando contro il cielo».  Ecco allora il perché di una festa-evento, sabato 24 settembre in una cornice diversa dall’aeroporto di Campovolo («Là è casa mia, un posto dove posso chiamare la gente che mi vuole bene»), ma dove «chi parteciperà potrà vivere della bellezza del posto». Nel parco di Villa Reale, dove 27 anni fa si esibirono i Pink Floyd. E l’obiettivo è 100mila persone che ascolteranno anche in anteprima alcuni brani del nuovo album, un concept, a cui sta lavorando.

Tutte sulla sua strada.  Quella fatta di amore, sogni, emozioni. Di paura, rabbia, delusione,  tradimenti. Una strada in cui ci sono la ribellione e la forza. Il dolore e la malattia. La vita con tante domande e davvero poche risposte. C’è l’amore. Ci sono i sogni a cui aggrapparsi e quelli infranti. Ci sono i ricordi pieni di polvere e i rimpiattini. Ci sono le illusioni, le botte d’allegria, i lividi, le ferite, i sorrisi, le lacrime. C’è l’Inter. C’è il cielo contro cui urlare o a cui affidarsi. Ci sono certe notti.

Informazioni e biglietti (57.50 euro)

Prevendita on line già aperta. Biglietto posto unico più pit A (più vicino al palco), solo con modalità di spedizione a casa. Comprende anche: biglietto d’ingresso esclusivo (FanTicket) dal design unico e colorato (stampato a colori in alta risoluzione fotografica su uno speciale supporto); braccialetto per Area pit A (fino a esaurimento disponibilità) che permetterà di assistere al concerto in uno spazio delimitato in prossimità del palco;  Special Box – Liga Rock Park, un’esclusiva confezione numerata in cui saranno presenti un booklet, un mini-poster in edizione limitata con la locandina dell’evento e uno speciale ed esclusivo dvd che conterrà: Ligabue racconta Urlando contro il cielo, 25 anni di Urlando contro il cielo (videoclip inedito del brano con immagini live dall’intera carriera del Liga),  Urlando contro il cielo (videoclip originale).

Biglietto posto unico (no pit). Modalità spedizione a casa o ritiro sul luogo dell’evento. Comprende il biglietto e la special box.

Niente special box per chi acquista il biglietto, da giovedì 12, presso i rivenditori autorizzati anziché on line.

Il concorso: un sogno per una rock band

Una giovane band emergente del territorio potrà realizzare il sogno di suonare sullo stesso palco di Ligabue. Si tratta di un’iniziativa di Regione Lombardia. Le iscrizioni al contest apriranno il prossimo 1 luglio. I vincitori si esibiranno il pomeriggio del 24 alle 18 sullo stesso palco su cui, alle 20.30, salirà Ligabue.

Da martedì il libro Scusate il disordine

ligabookNon solo musica. Ligabue torna anche in libreria da martedì 10 maggio con una raccolta di racconti, Scusate il disordine edita da Einaudi (200 pagine, 17 euro). «Amore, sesso e musica sono le tre emozioni che saldano la partitura immaginifica di questi racconti folgoranti e misteriosi. Ogni storia è una scoperta, un’epifania di quel mistero che è la magia del quotidiano». Tasso è un uomo con un piolo conficcato in testa, un po’ lento (direbbe sua madre), ma molto sensibile alle attenzioni della signora Pilar. Anchise è disposto a pagare di tasca propria per poter continuare a suonare ogni sabato con la sua band, e scambiare quello sguardo di profondissima intesa con Diana, la bassista, prima che lei torni dal marito. E poi c’è una Polaroid che a un certo punto comincia a catturare non solo le immagini ma anche i pensieri, e una sala d’attesa in cui perdere la cognizione del tempo mentre aspetti invano che l’ Assegnatore chiami il tuo numero. Insomma, questi racconti – cosí diversi fra loro e così inseparabili, quasi una classe scolastica eterogenea, ma affiatata – sono un tripudio di fantasia e vividezza. E soprattutto irrompono sulla scena due elementi nuovissimi nella scrittura vibrante di Ligabue: la cornice surreale e la musica. La musica in tutte le sue declinazioni. La musica che, come il sesso e l’amore, sfugge fortunatamente a ogni tentativo di imbrigliarla. Perché solo nell’abbandono, nell’accettazione del mistero, nello stupore che ci afferra ogni volta come fosse la prima, possiamo sperimentare la loro – e la nostra – quotidiana spettacolare magia.

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