A Monza apre il Liga rock park

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L come Ligabue, M come Monza, D come domani. Il conto alla rovescia per i fan è quasi finito. Tra meno di 40 ore il rocker salirà sul palco – per la prima volta nel 2016 – per un doppio appuntamento live al parco della Villa Reale.  Poco più di un anno dopo il maxi concerto di Campovolo, ultimo incontro faccia a faccia tra il cantante emiliano e i suoi fedelissimi, Ligabue tornerà a suonare domani sera davanti a circa centomila persone. Sold out, infatti, la prima data, mentre per domenica  ci sono ancora biglietti disponibili.

cover-singolo-g-come-giungla_bIn scaletta, oltre al nuovo singolo G come giungla, ci saranno in anteprima altri tre brani tratti dall’album che uscirà a fine anno. L’undicesimo di inediti, il ventesimo dal primo, Ligabue, pubblicato 26 anni fa. Ma, in qualche modo, sarà una novità anche dal punto di vista della struttura del disco, che si intitolerà Made in Italy.

«È una dichiarazione d’amore “frustrato” verso il mio Paese raccontata attraverso la storia di un personaggio – commenta Ligabue – Si tratta di un vero e proprio concept album, il mio primo, ma è comunque composto di canzoni. Canzoni che godono di una vita propria ma che in quel contesto, tutte insieme, raccontano la storia di un antieroe». E un assaggio della trama ci sarà domani sera, con quattro pezzi nuovi di zecca. Il primo singolo – che ha riscosso commenti contrastanti anche tra i fan più accaniti – è stato un antipasto, ma già questa sera si avrà una visione più chiara, anche se parziale, del disco in arrivo.

foto-di-luciano-ligabue_jarno-iotti_credito-obbligatorio_bDi certo, però, il doppio evento di Monza vuole essere una festa che inizierà già questa sera, dalle 18 a mezzanotte con l’apertura del Liga rock park, una serie di eventi in vista del super concerto di domani (apertura cancelli alle 12, inizio concerto alle 20.30).

Una festa per celebrare l’unica canzone che Ligabue  ha sempre cantato in tutti i concerti negli ultimi 25 anni: Urlando contro il cielo. Dai palazzetti alle piazze, dai teatri ai grandi stadi, dal Campovolo dei record (quello del 2005) al Giappone, dall’Australia al Whisky A Go-Go di Hollywood, dalla Royal Albert Hall di Londra al Sud America, non è mai mancata.

«Il patto è stringerci di più prima di perderci. Forse ci sentono lassù. È un po’ come sputare via il veleno. Urlando contro il cielo». Parole che per i suoi fan rappresentano un momento magico: si balla, ma gli occhi vanno automaticamente in alto e con la voce ci si sfoga in un canto liberatorio, collettivo. Sogni, speranze, gioie, dolori, delusioni: tutto sussurrato, gridato, urlato a quel cielo che, domani, sarà quello di Monza. La scelta dell’enorme area brianzola era stata spiegata dallo stesso cantante: «Ho chiesto di trovare un luogo nel quale la gente potesse vivere anche la bellezza del posto e l’ha trovato. Basta guardare fuori per vederlo». E nei due giorni saranno più di 140mila a gustarsi il mix di bellezza e musica.

(Foto di Iarno Iotti)

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