A Lugano la Mozart, l’ultima orchestra di Abbado

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L’Orchestra Mozart ritorna e sceglie Lugano per il suo secondo concerto della rinascita. L’ultima grande formazione creata da Claudio Abbado, che aveva sospeso la propria attività alla scomparsa del maestro nel 2014 dopo un decennio di attività superba, risorge grazie alla volontà ferrea dei suoi giovani componenti, fra cui spiccano due comaschi d’eccezione come il flautista Mattia Petrilli e il violinista Francesco Senese. Quella di domenica 8 gennaio sarà un’intera giornata di musica con LuganoMusica e il LAC di Lugano.

Isabelle Faust

Il programma completo prevede un concerto-anteprima alle 11 del mattino nella Hall del LAC aperto a tutti e il recital vero e proprio in Sala Teatro alle 17. L’happening mattutino prevede i solisti della Mozart alle prese con il Quartetto per oboe ed archi in fa maggiore K 370 di Wolfgang Amadeus Mozart e Souvenir de Florence per sestetto d’archi in re minore op. 70 di Petr Ilic Cajkovskij: una sorta di “aperitivo” in vista del concerto dell’orchestra al completo, guidata da Bernard Haitink, che riprenderà ciò che aveva lasciato: l’ottantasettenne direttore olandese (ritratto da Todd Rosenberg nella foto in apertura), sul podio per l’ultimo concerto della Mozart nel 2014, sarà nuovamente alla guida  per interpetare Beethoven (Ouverture da Egmont op. 84 e Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61, solista Isabelle Faust) con la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 97 Renana di Robert Schumann, una delle preferite di Abbado.

L’età media dei componenti l’Orchestra Mozart è 36 anni: 21 provengono dal vivaio dell’Accademia voluto da Abbado per far incontrare giovani e grandi maestri in un passaggio generazionale unico. Metà di loro proviene da Paesi di tutto il mondo e ha suonato nelle più grandi sale da concerto d’Europa. L’Orchestra Mozart rinasce come progetto speciale per i 350 anni dell’Accademia Filarmonica di Bologna, ente promotore del progetto fin dalla sua creazione: un caso unico nell’esperienza culturale italiana, quello di un’orchestra d’eccellenza che torna in attività, soprattutto per volere degli stessi musicisti che la compongono, intenzionati a riportare in vita quel grande suono che ha incantato il pubblico in dieci anni di attività.

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