A Cantugheder Balkan party con Rumba de Bodas

a-cantugheder-balkan-party-con-rumba-de-bodas
0 1543

Esiste il colpo di fulmine? Io sono convinta di si… e non solo nei rapporti di coppia. Lo so per esperienza, perchè io l’ho avuto per i Rumba de Bodas. Il mio amore per loro è nato un paio di anni fa e non accenna a subire crisi di alcun tipo. Coinvolgenti, divertenti, poliedrici e bravissimi: con il loro swing – latin – balkan trasmettono energia allo stato puro e fanno ballare e cantare anche i più restii a farlo. Sin dal 2008, anno di formazione del gruppo, tutti i membri – giovanissimi – hanno dimostrato capacità e grinta al pari di tanti musicisti navigati. I loro tour sono serratissimi (date un’occhiata al calendario) e i concerti acclamatissimi. Nell’attesa, fremente, di godermeli venerdì 17 giugno nel parco di Villa Calvi in occasione del Balkan Party a Cantugheder (con spettacolo e workshop gratuito di Luce Danza e la giocoleria infuocata di Pimiento Fire), ho fatto quattro chiacchiere con loro.

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/13428470_1554403564860916_6764295050587114485_n.jpg?oh=60ad96b2da6d131726a01cac56e147c3&oe=57D95E50

I vostri pezzi spaziano tra generi diversi: questo dipende anche dalle vostre diverse formazioni ed esperienze? Come avviene la fase di composizione?
Certamente la varietà del nostro repertorio dipende dai gusti di ogni componente del gruppo. Dal momento che ognuno propone delle idee e porta materiale in sala prove, la direzione stilistica del gruppo rispecchia gli interessi musicali che ognuno sta coltivando in un determinato periodo. Ad esempio a volte ti capita di essere in una full immersion funk, e di conseguenza non pensi ad altro che a proporre un bel riff funk alla band. Una volta portata l’idea in sala prove, comincia l’attività diplomatica che attraverso un lungo iter istituzionale porterà al brano finito: essendo un gruppo democratico le decisioni sono lente e ognuno ha diritto di veto! Chiaramente stiamo scherzando, ma questo è per dire che in sala prove l’idea iniziale viene spesso stravolta e subisce l’influenza di tutti.

Ormai da qualche anno i vostri concerti vi portano in giro anche fuori dai confini italiani: trovate qualche differenza tra i diversi pubblici?
Sì, ci sono molte differenze tra il pubblico italiano e straniero. Ad esempio, in Germania appena cominci il concerto la gente si alza e comincia a ballare immediatamente, che siano adolescenti o signore di mezza età. Sembra quasi un fatto di educazione. Inoltre le persone, in Germania, in Austria o in Inghilterra sono abituate a pagare il biglietto per assistere al concerto, forse questo li sprona a godersi lo show il più possibile. Magari influisce anche il fascino che il nostro sound latino esercita su questi pubblici, in quei paesi risultiamo più esotici che a casa nostra. Sta di fatto che in Italia suoniamo quasi esclusivamente ad eventi gratuiti e spesso i primi pezzi servono proprio da riscaldamento.

Chi vi segue vi ama anche per la dimensione di familiarità che trasmettete e la vicinanza che dimostrate sia al vostro interno che nei rapporti con chi vi segue. Ne sono dimostrazione alcuni episodi che esulano anche dalla sfera strettamente musicale: tutti noi ci ricordiamo il momento dello smarrimento e poi dell’addio alla Furga. Quali sensazioni provate in questi momenti? Vi stupisce l’attaccamento dei fan?
Ci fa molto piacere quando i fan ci dimostrano di aver seguito le nostre avventure e ci chiedono i dettagli. Per questo siamo molto presenti su Facebook con foto e racconti. Da quest’anno poi è partita Casa Rumba, la web serie che ogni settimana condensa in 5 minuti un fine settimana di viaggi, concerti, feste e ovviamente tante cazzate, che poi sono il vero motivo per cui continuiamo a suonare insieme… ah ah.

In ogni caso, suonare insieme e fare dei lunghi tour, come facciamo noi, significa condividere tanti momenti che creano una specie di ricordo comune e che ci lega tantissimo. La coesione della band si nutre di aneddoti, gag, disavventure che nell’arco degli anni sono diventati delle leggende interne. Poter condividere con chi per forza di cose rimane all’esterno di tutto ciò, cioè i fan, è un bel modo per creare un legame in più oltre alla musica.

Siete molto giovani, sia anagraficamente che come gruppo, ma già riconosciuti e apprezzati a diversi livelli e, come in gruppi più longevi, all’interno della band si sono anche succeduti componenti diversi. Al di là dell’evidente dispiacere che può manifestarsi in questi casi, il cambiamento è comunque uno stimolo? Riscontrate reazioni particolari a questi cambiamenti?
Le vicende della band ci hanno abituato ai cambiamenti di formazione. Momenti difficili, di instabilità, a volte frustrazione e ovviamente perdita di tempo. Da quando i Rumba sono nati si contano all’incirca una ventina di persone che hanno fatto parte del progetto per più o meno tempo! Detto questo, non si può far altro che accettare l’inevitabile: la vita di ogni componente si lega a quella del progetto, alla famiglia Rumba, e poi può succedere che prenda un’altra direzione. Quando questo accade ci si attiva subito per trovare un sostituto che possa dare un nuovo contributo, linfa vitale al progetto. Si richiedono voglia di suonare anche quando non se ne ha, entusiasmo a badilate e anima zingara per poter girovagare per l’Europa senza sosta, ma soprattutto voglia di sparare minchiate senza sosta… (per tornare sul tema). Il gruppo poi ovviamente risente del nuovo elemento, i rapporti interni cambiano, si creano nuove alchimie e ovviamente cambia il sound, si spera sempre in meglio!

Per finire… venerdì 17 suonerete per un pubblico, composto anche di amici, ormai noto: con Como (e provincia) c’è ormai quasi un gemellaggio in atto. Quali sorprese ci aspettano?
A Como c’è uno zoccolo duro di fan e amici, si. Il sodalizio fra i Rumba e i comaschi nacque alla Festa del maialino in cima a Montepiatto e si è ufficializzato con l’ingresso di Alessandro (alias Ciccio Pazzo) nel gruppo. Comasco ma soprattutto grande anfitrione, ci ha introdotto subito nella sua fitta rete di amicizie matte. Che dire quindi?… Ormai il pubblico di Como eguaglia quello di Bologna per carica ed affetto nei nostri confronti! E noi speriamo di tornarci sempre! Questo venerdì a Cantù arriviamo con qualche pezzo nuovo rispetto all’ultima volta, uno show collaudato e pazzo, ma soprattutto tanta voglia di far festa con voi!

Per chi non li conoscesse ancora, eccovi uno dei miei pezzi preferiti come assaggio.

Lascia un commento