A Cantù il nuovo progetto di Erriquez e Pocci

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Giovedì 19 gennaio, alle 22, All’Unaetrentacinquecirca di Cantù ospita la prima data di un tour esclusivo che vedrà esibirsi, sullo stesso palco, il cantautore toscano Fabrizio Pocci ed Erriquez, al secolo Enrico Greppi, voce e fondatore della Bandabardò, storico gruppo rock folk fiorentino, che vanta la pubblicazione di ben tredici album ufficiali in più di vent’anni di carriera, costellati da collaborazioni illustri (su tutti, Max Gazzè, Paola Turci, Patty Pravo, Modena City Ramblers e Daniele Silvestri nella memorabile, bellissima Cohiba) e da migliaia di live nazionali e internazionali. Dopo aver duettato insieme nel brano Le stagioni di una vita, i due artisti, accompagnati dal batterista Matteo Marchi e da Leonardo Marcucci, già chitarrista di Povia, sono pronti a dare vita a una serie di concerti nei quali alterneranno i brani classici della Bandabardò alle canzoni del nuovo album di Pocci Una vita (quasi) normale.

Un vero e proprio esordio ufficiale per il quarantenne livornese, da tempo attivo nella scena musicale come autore o membro di altre formazioni indipendenti tra cui i Chameleons, band fondata con Gabriele Biondi (Casino Royale). Undici tracce preziose, prodotte dallo stesso Erriquez, che contano collaborazioni illustri, come quella di Bobo Rondelli, con il quale Fabrizio è stato in tour tra Canada e Usa alla fine del 2015, Alessandro Finaz Finazzo, chitarrista della Bandabardò e Jole Canelli, splendida voce nella cover del brano Se stasera sono qui di Luigi Tenco.

Amici da sempre, in perpetuo bilico tra musica cantautorale e folk, tra patchanka, reggae e ska, tra poesia, arte, talento e follia, Pocci ed Erriquez si cimentano in un nuovo progetto che li porterà in giro per l’Italia fino a marzo, anticipando il tour europeo di Fabrizio, che partirà dalla Germania. Una bella occasione, quella di giovedì, per assaporare la musica d’autore e lasciarsi trasportare dall’energia irriverente di ritmi irresistibili e note leziose, perfette come l’atmosfera che solo All’Unaetrentacinquecirca sa creare. Siateci, dunque. Mi saprete dire.

Ingresso a 10 euro.

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