Una Cocktail Machine tra amici

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Come si può passare dal Trass a Bass a un’opera di ingegneria che consente di preparare cocktail? Cosa lega la Namibia e Como? Ce lo spiegano dodici ragazzi che una decina di anni fa, chiacchierando alla fermata dell’autobus, hanno deciso di costruire un carretto per partecipare all’evento di discesa libera che si tiene ogni anno a Figino Serenza – il Trass a Bass, appunto. Dopo quell’esperienza il gruppo si è consolidato e ampliato, anche grazie alle diverse e numerose esperienze (lavorative e non solo) vissute da ciascuno: ingegneria, economia , geologia per passare al triathlon, ai motori e alle barche a vela. Ogni martedì sera il ritrovo è finalizzato a realizzare nuovi mezzi per partecipare alle competizioni di discesa in tutto il Nord Italia.

Durante uno dei loro viaggi insieme – viaggiare è un’altra delle passioni che li accomuna – è nata una nuova idea: la Cocktail Machine. Chi di noi non ricorda o ha tuttora ben presente – se partecipa ancora alle serate “da giovani” – quanto possano essere lunghe e noiose le code al bancone? Ecco, questo pensiero è venuto alla mente ai nostri protagonisti mentre si trovavano al bar di un albergo sito sul ciglio di un canyon in Namibia. L’evidente contrasto tra la pace e il relax di quel momento e il caos che, invece, regna in altre occasioni di divertimento ha dato il via a un nuovo progetto.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Filippo Viganò, uno dei “dodici”, per saperne di più.

In che cosa consiste la Cocktail Machine? Quale dovrebbero essere il suo funzionamento e le prospettive di utilizzo?

Si tratta di macchinario che consente di preparare rapidamente bevande sempre buone e che permette al gestore di un locale di ampliare la sua offerta con un tocco tecnologico. La nostra Cockatil Machine è una macchina modulare studiata per realizzare un elevato numero di bevande – alcoliche e analcoliche, grazie ad un touch panel e una app per cellulare, in maniera rapida ed efficace. Il cliente, da parte sua, potrà sfogliare la lista in formato elettronico o , addirittura, mandarne in produzione una salvata sul proprio smartphone, eventualmente personalizzandola secondo i propri gusti. Il proprietario del locale non deve predisporre, per l’utilizzo della macchina, nulla di più che una presa di corrente e un modem wi-fi, sufficienti per il suo funzionamento. Onde evitare che si creino disguidi o ritardi, la macchina è progettata per utilizzare a due a due le normali bottiglie di bevande: in questo modo, dopo la segnalazione dell’esaurimento della prima, il macchinario inizia immediatamente a prelevare il liquido dalla seconda bottiglia. Ciò consente all’addetto di avere tempo sufficiente per il cambio, senza interrompere mai la produzione. I tre moduli fondamentali che compongono la Cocktail Machine sono la dispensa delle bevande, l’agitatore per la loro miscelazione e la tramoggia per il ghiaccio e, oltre a tutte queste importanti caratteristiche tecniche, grande cura è stata prestata anche nel design e nella scelta dei materiali.

Voi siete tutti giovani ed – evidentemente – intraprendenti: come pensate di promuovere il progetto e di finanziarlo?

Partiamo dalla questione finanziamento che, pur non volendo essere venali, è uno degli aspetti principali di qualsiasi progetto: sono davvero pochi quelli a costo zero, e il nostro non rientra fra questi, purtroppo!! I costi di ‘prototipizzazione’ del nostro macchinario si aggirano intorno ai cinquemila euro e abbiamo pensato di rivolgerci ad uno dei sistemi attualmente in voga e di moda, ovvero il crowdfounding. Per chi non lo conoscesse, si tratta di una modalità di raccolta fondi effettuata attraverso il web, ovvero pubblicando un annuncio su sito dedicato (noi abbiamo scelto Eppela). Chiunque può effettuare una donazione per il nostro progetto in cambio di un ‘riconoscimento’ più o meno concreto e proporzionale alla somma donata. Attraverso questo sistema, siamo riusciti a reperire quasi il 10% della somma necessaria in soli quattro giorni: purtroppo, però, manca ancora il 90% e confidiamo nei giorni rimanenti per riuscire nell’impresa; l’ annuncio ha una durata di 35 giorni e qualora – ma ci auguriamo di no – non si raggiungesse la somma richiesta, le quote verrebbero rese ai donatori). Il link di riferimento è questo. Ciò non preclude assolutamente il contatto diretto da parte di qualcuno che fosse interessato a finanziarci direttamente. Quest’ultimo aspetto mi fornisce lo spunto per specificare che, oltre al reperimento fondi per la prototipizzazione, siamo alla ricerca di chiunque (azienda o privato) possa essere interessato ad uno sviluppo futuro, ovvero a un’eventuale produzione e/o commercializzazione del prodotto. La promozione è attiva da tempo tramite i social network (Facebook, Instagram, Youtube) e il nostro sito, ma il buon vecchio e funzionante ‘passaparola’ costituisce un ottimo veicolo promozionale! Molte persone sono giunte a noi proprio per sentito dire! La radio, i giornali e la televisione sono altri mezzi su cui stiamo puntando e speriamo portino i loro frutti!

Oltre alla fase di raccolta fondi online e di pubblicizzazione su vari canali, pensate di organizzare eventi di presentazione in qualche location o occasione particolare?

Sì, stiamo pensando ad eventi in location come lounge bar o similari, in concomitanza magari con altri eventi, oltre che alla partecipazione a fiere di settore o legate all’innovazione e alla tecnologia. Questo rientra nel nostro prossimo step: il progetto è pronto, una volta raccolti i fondi e costruito il prototipo potremo renderlo itinerante e portarlo laddove possano esserci possibilità di promozione. Prevediamo di costruire e testare entro l’estate il primo esemplare, se il riscontro – in termini di finanziamento – sarà buono. Abbiamo preso numerosi contatti con alcuni locali della zona che potrebbero ospitarci e/o ospitare il prototipo; il nodo fiere richiede fondi e tempo da dedicare ma resta comunque prioritario.

Siete un gruppo mediamente numeroso, composto da persone che hanno competenze diverse tra loro: come siete organizzati, al vostro interno?

Nel nostro gruppo di lavoro ognuno ha un incarico e ci siamo divisi i compiti: io mi occupo, con Luca Cazzaniga, del design del macchina oltre che del sito e dei suoi contenuti. La realizzazione meccanica è in mano a Jacopo Terrenghi, Marco Bellotti, Gabriele Cesana, che si coordinano con Fabio Turri e Marco Romano, responsabili della progettazione meccanica, elettrica e dell’automazione, nonché con Luca Faverio per l’applicazione mobile. Non mancano ovviamente le competenze commerciali e di comunicazione, suddivise tra Davide Elli e Luca Longhi, che si occupano della prima, e Alessia Lo Fiego e Matteo Conte, responsabili marketing e pubbliche relazioni

Questo progetto dimostra, per l’ennesima volta, quanto sia falsa la convinzione secondo la quale i giovani siano indolenti e non abbiano stimoli o iniziative; è anche la riprova di come, da una passione e dal divertimento possa nascere un’idea per il futuro. Per chi, come me, è ancora abbastanza giovane ma non quanto i millennials e, dunque, non così preparata da un punto di vista tecnologico, la battuta più frequente era «Ho un telefono talmente avanzato che mi fa anche il caffè». Ci siamo, quel momento è arrivato sul serio, anche se in questo caso con un telefono possiamo preparare… un cocktail!

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