Pokémon go, Nikkei up!

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Alla fine, Charmander me lo sono ritrovata anche io questa mattina sul desk del pc: e allora, perchè non provare a catturare un Pokemon nella sede di ARTE&ARTE? Da perfetta profana di videogiochi – mai avuto una consolle in vita mia – grazie a mio figlio che invece vive di PS4, ho scaricato l’ultima, geniale (forse questa è geniale), notissima App del momento. E il risultato è stato assai divertente.

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Da quando è disponibile, ha già conquistato tutti con la sua semplicità: forse perchè per la prima volta viene sfruttata la cosiddetta realtà aumentata, forse perchè il giocatore annulla la distanza reale/virtuale, forse perchè alla fine i Pokémon sono pure carini; sta di fatto che grazie a questo ultimo gioco la giapponese Nintendo ha visto raddoppiare nel giro di una settimana il valore delle proprie quotazioni al Nikkei e non si è lasciata sfuggire l’occasione per annunciare – potere del geniale settore marketing – che il prossimo 11 novembre lancerà in tutto il mondo una console con 30 giochi vintage – da Super Mario a PacMan a Donkey Kong.

Non sarà poi così remoto vedere persone che, smartphone alla mano, andranno in cerca dei mostriciattoli: se all’apparenza potranno sembrare degli squilibrati, in realtà a bene osservarli si potrà scoprire a quale Pokémon d’acqua – siamo pur sempre a Como e la Nintendo non conosce l’annosa questione delle paratie – staranno per arrivare.

Sul web impazzano le guide all’utilizzo del gioco e addirittura sul Washington Post è stato redatto un manuale che in dieci semplici mosse elenca come fare per aumentare il proprio bottino. All’inizio serve solo scegliere se iniziare con Bulbasaur, Charmander o Squirtle. Da qui in poi, la corsa alla conquista degli altri mostri o dei poteri che rendono più forti – leggasi polvere di stelle o caramelle o dei Pokestop, è un gioco da ragazzi. Tutti armati di Poke Ball, ovviamente.

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catch-pikachu-screenshot-pokemon-goMa ci sono anche i Pokecoins – le loro monete, le palestre dove poter combattere per conquistare il maggior numero di piccoli amici e aumentare così i nostri PE – punti esperienza (no, non si aumenta il Q.I, il quoziente di intelligenza). E le medaglie? tranquilli non mancano!

La strada da percorrere per la conquista di Pikachu è lunga, anche perchè rispetto ai 151 Pokémon iniziali, dopo anni di videogiochi, film, card, dopo la nascita di Mew, il 151esimo, oggi si contano più di 700 esemplari di razza. Vorrete mica sottrarvi dal catturare nella nostra Como il maggior numero di creaturine possibili? Anche perchè il gioco, potenzialmente, non finisce mai e si potrà anche creare una squadra, allenarli, renderli più forti e partire alla volta di nuove avventure.

Al grido di un unico motto Gotta catch ‘em all: acchiappali tutti!

 

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