Parole di cuore per i piccoli pazienti del Sant’Anna

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parole-di-cuore-per-i-piccoli-pazienti-del-santannaUn libro tra le mani, che racconta di teatro, di bambini curiosi e di spiritelli allegri. Il mio libro. E poi un naso rosso, di spugna morbida. Buffo abbastanza per interpretare il ruolo insolito del clown. Sono qui, fuori da una saletta del reparto Pediatria dell’Ospedale Sant’Anna, a San Fermo della Battaglia. Aspetto, con un filino di agitazione, l’incontro con un gruppo di piccoli degenti, a cui raccontare una fiaba. Il merito è di Parole di cuore, la rassegna alla seconda edizione, ideata dal critico letterario Gian Paolo Serino e organizzata da La Provincia, in collaborazione con la Scuola Ospedaliera attiva nel reparto diretto dal Primario Maria Teresa Ortisi. L’iniziativa ha debuttato con nomi importanti: dallo scrittore Federico Roncoroni, al popolarissimo cantautore Davide Van De Sfroos, fino alla mia amica e collega, la giornalista e scrittrice per l’infanzia Carla Colmegna.

Ora tocca a me. Come mi accoglieranno? Chissà se piacerà loro Sipario kids, la fiaba che ho scritto, in omaggio al nostro Teatro Sociale di Como. Chissà se saprà affascinare abbastanza questi bambini abituati al colorato e dinamico mondo dei videogiochi, pieno di effetti speciali. Ma è tempo di entrare “in scena”. Un passo ed ecco, sono diventata «Menico, clown del palcoscenico». Varco la soglia, e tante paia di occhietti mi scrutano, tra perplessità e una scintilla di interesse.

C’è la brunetta con la coda di cavallo, sei anni e un’aria birichina. C’è la biondina, dall’aria gentile e seria. E poi un piccolino dagli occhi di velluto e un ragazzino un po’ più grande, con un nome che viene da lontano. Ecco poi un’altra signorina che non ha voluto rinunciare, nonostante sia un po’ dolorante. Su di loro vegliano le maestre, guidate da Paola Civati. Non c’è tempo per pensare. Ora è Menico a farla da padrone. Con il compito di trascinare i bambini lontano dalla corsia d’ospedale, portandoli in un mondo diverso, fatto di ori, stucchi, di canto e di danza, di musica e artisti. Menico parla, parla, è buffo e misterioso, ride e piange. E io, da dietro ai suoi occhi, vedo i piccoli ascoltatori seguirlo attenti, concentrati. Una mamma fa capolino dalla porta, per dire che è l’ora della flebo, ma cinque minuti ancora si può aspettare e intanto la storia procede: due bambini curiosi entrano in un edificio imponente, il teatro, per scoprirlo con Romano e Giuditta, due guide molto speciali. E vivono la magia di uno spettacolo d’opera e di un cielo stellato che si specchia nel lago di Como.

Federico Roncoroni

La fiaba finisce, con un buffo inchino di Menico, e lascia al posto alla realtà, fatta di domande, di curiosità sul lavoro di giornalista e scrittrice, di racconti scolastici e personali. «Sai? Io ho recitato al Sociale!»; mi confida entusiasta la ragazzina dall’aria seria e sensibile, mentre la brunetta birichina vuole sapere «Perché Menico parla sempre in rima?». L’atmosfera è calda e divertente, ma il tempo è finito e la routine ospedaliera incombe. È tempo di andare, con un pizzico di nostalgia.

Parole di cuore continua. Il 20 maggio arriverà lo scrittore Enzo Gianmaria Napolillo, seguito, il 27 maggio da Giuseppe Guin, giornalista e scrittore. Anche giugno è denso di eventi. Il 3 arriverà Barbara Minghetti, direttore del Teatro Sociale, seguita, il 10 da Diego Minonzio, direttore de La Provincia. Il 17 sarà il turno del giornalista e poeta Pietro Berra, mentre si chiude il 24 giugno con Paola Rovelli e Dario Tognocchi del Teatro dei Burattini di Como. Tavà & C. sapranno portare allegria al Sant’Anna.

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