Muri a secco con i migranti per il Monte dei Poeti

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A volte i grandi cambiamenti partono dal basso. Lo scorso maggio sul sito del Comune ha fatto la sua comparsa il bando Come voglio Como, che ha permesso ai cittadini di scegliere, fra diverse proposte, quella che più avrebbero voluto vedere concretizzata. Basandosi su quei voti, una rete di associazioni ed enti ha iniziato a unire le forze per dare vita a un progetto di ampio respiro, che si propone ora il duplice obiettivo di garantire maggiore inclusività sociale e riqualificare zone in degrado del nostro territorio.

Si parla del Monte dei Poeti, costituendo parco letterario e paesaggistico fra Como e Brunate, ideato da Pietro Berra e il cui confine è per ora simbolicamente segnalato dalla presenza di una little free library, ovvero postazione di libero scambio di libri, costruita da Flavio Ballerini all’inizio della salita per l’Eremo di San Donato.

La little free library

Allo scopo di rafforzare il collegamento fra città e monte, questione prioritaria per la realizzazione di un’opera di questo tipo, è iniziato, venerdì 20 ottobre, un corso di base sull’arte dei muri a secco promosso dalla parrocchia di Rebbio, dall’associazione Sentiero dei Sogni e dal coordinamento CAS Comaschi.

Monte dei Poeti: una veduta della città con la tintoria Castagna dove ora sorge la Casa del fascio

L’iniziativa prevede la partecipazione di trenta migranti provenienti da Gambia, Ghana, Mali e Nigeria e di quindici cittadini interessati a valorizzare una porzione di Como a forte valore agricolo e storico. Insegnare questa particolare tecnica, difatti, oltre a trasferire a quanti saranno coinvolti competenze lavorative basilari, contribuirà al recupero dei paesaggi terrazzati, ormai dissestati e in stato di rovina a seguito dell’abbandono dell’agricoltura nel comasco.

Trenta migranti da diversi paesi africani partecipano all’iniziativa

L’attività si propone di includere i partecipanti in un un organismo solidale e costruttivo e di sensibilizzare i richiedenti asilo, cittadini del domani, che ancora faticano a mettere radici nel territorio e a integrarsi nella vita sociale e culturale comasca. Il programma per questo primo step ha previsto un incontro di carattere teorico il 20 ottobre alla parrocchia di Rebbio e continua fra sabato 21 e domenica 22 con due full immersion dalle 9 alle 18, durante le quali si passerà alla formazione pratica, in via Pianazza 9 a Como.


Docente nel corso delle tre giornate è l’esperto in materia Luca Drovandi. Tutto quel che occorre sono guanti, scarpe, abbigliamento da lavoro e olio di gomito: pochi prerequisiti per un impegno che, oltre a portare alla luce un enorme potenziale inespresso, potrà fungere da collante fra diverse culture.
Per avere maggiori informazioni, i recapiti a cui rivolgersi sono muriaseccogarzola@gmail.com o 3463227570.

(Foto storiche dall’Archivio Brunner)

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