Como, città dei rifiuti

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Creare articoli da pubblicare. Questo è il progetto di alternanza scuola – lavoro ideato dall’Istituto Paolo Carcano in collaborazione con il quotidiano La Provincia e Bibazz.

Abbiamo deciso di trattare gli argomenti che più interessano i giovani: spazi ricreativi e luoghi di ritrovo. Certo, ce ne sono ma in genere sono a pagamento o circoli privati. Qui proviamo a dare voce alla gioventù comasca in cerca di novità e di spazi low cost! Ma non solo. I ragazzi hanno anche voluto approfondire altri temi che li interessano da vicino, come i problemi legati al trasporto pubblico o al decoro e alla pulizia della città, denunciando quello che secondo loro non funziona.

(Il progetto è stato curato e organizzato dalle professoresse Paola Barbieri, Maria Elisa Mazza, Laura Sferlazzo, Maria Luisa Pizzo e Romana Gormoldi per le classi 3G1 e 3G3)


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Dopo il cambio degli orari e della gestione della raccolta differenziata, le cattive condizioni delle vie di Como hanno suscitato molte lamentele da parte dei cittadini e dei turisti, soprattutto per il cattivo odore dei molteplici rifiuti posti ai margini della strada. Le piccole migliorie non sembrano riscontrare pareri positivi, almeno per ora. Per capire se il nuovo metodo di raccolta differenziata è gradito abbiamo intervistato alcuni cittadini. La signora Francesca, per esempio, risiede in via fratelli Cairoli e non è contenta di vedere i sacchi dei rifiuti esposti ai bordi delle vie e così propone un metodo già in uso in molte città straniere, come Schaffausen, in cui la raccolta differenziata avviene in bidoni fissi che trasportano i rifiuti sotto terra così da evitare il cattivo odore per le strade. I residenti, quindi, aspettano un cambiamento radicale e non si dicono soddisfatti delle semplici e minimali modifiche degli orari. Ultimamente in centro sono stati installati quattordici nuovi cestini con la garanzia anti-vandali ed è anche stato dato il primo via libera ufficiale al battello-spazzino, per il quale il Comune di Como ha sborsato i soldi solo dopo essere stato forzato dai media. In conclusione, secondo noi, il Comune di Como ha i soldi ma non vuole spenderli per migliorare il proprio decoro ambientale, la qualità di vita dei suoi cittadini e, non da ultima, la sua immagine nel mondo.

Alessandro Vedani, classe 3G3


barbianifoto2La situazione igienica della città è peggiorata. La maleducazione, la mancanza di soldi e di criteri razionali ed efficienti per la raccolta differenziata, hanno costituito il biglietto d’ingresso per molteplici lamentele. La scorsa estate diversi ristoratori e baristi hanno manifestato ripetutamente il loro disagio: il continuo e ripetuto ritardo nel ritiro dell’umido ha creato non pochi problemi dovuti al diffondersi di miasmi e di cattivi odori, fornendo ai turisti l’immagine di una città sporca e trascurata. Recentemente si è discusso di una possibile soluzione: il Comune e Aprica, la società che si occupa della raccolta rifiuti, in previsione dell’estate hanno pensato di studiare un calendario con orari più adeguati. Dobbiamo però riportare anche la situazione attuale: l’inciviltà non ha fine, il patrimonio del lago è a rischio. Il Comune sta cercando di migliorare la situazione con multe a chi sporca e non rispetta l’ambiente. La realizzazione della raccolta differenziata è una necessità per il mondo intero al fine di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini. Per indirizzare i cittadini all’educazione si potrebbero appendere slogan, incoraggiare a partecipare a iniziative volte alla valorizzazione dell’ambiente o aggiungere cestini per le vie. Rileviamo molte differenze tra Como e le grandi città turistiche dove la spazzatura, tramite bidoni a scomparsa, viene accumulata sottoterra, in determinati punti di raccolta. Con questa modalità gran parte dei nostri problemi sarebbero risolti e i costi verrebbero ammortizzati nel tempo da un recupero più veloce in determinati luoghi della città. Un ambiente pulito migliora la qualità di vita dei suoi abitanti, promuove il turismo e diventa fonte di benessere.

Silvia Barbiani, classe 3G3

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