20mila leghe sotto i mari con il Festival della luce

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Aequorea victoriaUn viaggio alla scoperta della bioluminescenza negli ambienti acquatici. E la domanda nasce subito spontanea: che cos’è la bioluminescenza? Come funziona, come si è sviluppata e perché è stata preservata dalla selezione evolutiva? Grazie a suggestivi filmati e alle splendide immagini presentate al Cinema Astra da Francesca Puglisi, è possibile scoprire quali animali sono in grado di emettere da soli una radiazione luminosa e quali invece ci riescono grazie a rapporti di simbiosi con microrganismi luminescenti. Pesci, plancton, cefalopodi: quali sono questi animali e come utilizzano la bioluminescenza per i loro scopi di caccia o difesa? Si scopre, inoltre, come questo fenomeno si sia rivelato utile per l’essere umano grazie all’esempio di Aequorea victoria, che con le sue proteine fluorescenti ha rivoluzionato completamente le tecniche di biologia molecolare utilizzate per la ricerca scientifica.

bioluminescenzaCon il termine bioluminescenza, si intende la capacità da parte di organismi di emettere una radiazione luminosa nello spettro del visibile, attraverso una reazione biochimica. Si pensa che inizialmente questo processo si sia sviluppato come difesa contro l’ossigeno, tossico per gli esseri viventi. Una volta comparsi gli organismi aerobi, dotati di altri sistemi di difesa contro questo elemento, la bioluminescenza è stata comunque conservata nell’evoluzione per altri scopi. Moltissimi esempi si trovano nel mondo dei microrganismi, vegetale e animale. In quest’ultimo in particolare si scoprono specie in grado di sfruttare la bioluminescenza a proprio favore in moltissimi ambiti differenti, spesso sviluppando organi veri e propri atti a ospitare microrganismi bioluminescenti con cui instaurano un rapporto di simbiosi. Lo studio di questo fenomeno ha portato all’uomo nuove conoscenze in moltissimi campi: dal funzionamento di alcuni meccanismi riguardanti il mondo dei microrganismi a quello di alcuni rapporti di simbiosi e strategie evolutive, alla scoperta di nuovi metodi per il rilievo del livello di inquinamento delle acque.

puglisiFrancesca Puglisi è ricercatrice del Distav (Dipartimento di scienze della terra, dell’ambiente e della vita dell’Università di Genova).  Si è laureata in biologia cellulare e molecolare all’Università degli Studi di Genova con lode con una tesi relativa a studi sulla bioluminescenza del batterio Vibrio rotiferianus.

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