Zio Tibia colpisce ancora grazie a un doc made in Como

zio-tibia-colpisce-ancora-grazie-a-un-doc-made-in-como
0 1245

Un’inedita Notte horror nella sede di Espansione Tv, in via Sant’Abbondio 4 alle 21.30 di venerdì 4 novembre: a poche ore da Halloween rispunta dalla cripta della memoria l’immortale figura di Zio Tibia. Un personaggio indimenticabile, amato da milioni di giovani e giovanissimi. Ma com’è possibile che questa creatura così  spaventevole (e il suo vero nome è Creepy, che significa, appunto, spaventevole) fosse anche così amata? Occorre fare un passo indietro.

Dylan Dog ha appena compiuto trent’anni e la memoria viaggia a un periodo, la seconda metà degli anni Ottanta, appunto, in cui l’horror divenne un fenomeno di costume diffondendosi tra gli adolescenti come mai in precedenza. Vampiri, zombi e licantropi tornarono a popolare l’immaginario collettivo, con una prospettiva diversa, però: l’umorismo nero pervadeva quei fumetti, ma anche le pellicole che si andavano realizzando soprattutto negli Usa. E così, su Italia 1, il canale giovane di Fininvest (correva l’anno 1989), qualcuno benpensò di aggiungere una cornice macabra e divertente al tempo stesso a un ciclo di film che comprendeva titoli come La moglie di FrankensteinLa mummia e Venerdì 13. La veste di padrone di casa spettò a Zio Tibia.

Preparando Zio Tibia per le riprese

Preparando Zio Tibia per le riprese

Era, a sua volta, un personaggio dei fumetti, creato nel 1964 dall’editore Warren, specializzato in riviste – contenitore (la più celebre è la satirica Mad), esattamente con la stessa funzione. Uncle Creepy, sulle pagine del magazine che portava quasi il suo nome (Creepy) non si limitava a introdurre storie a fumetti tratte da Poe e da altri maestri della paura, oppure ispirate ai più raccapriccianti delitti della cronaca, ma ammiccava al lettore, lo divertiva sottolineando i momenti più grandguignoleschi con battute ad effetto e giochi di parole che grondavano sangue.

Creepy!

Creepy!

In Italia, alla fine degli anni Sessanta, venne sdoganato da un Oscar Mondadori: Le spiacevoli notti di Zio Tibia, una prima antologia delle storie migliori (ne seguirono altre tre). Da allora questo vecchietto sadico e sdentato ha fatto più volte ritorno nel mondo delle nuvole parlanti e, quindi, la scelta delle sue fattezze per il testimonial delle notti horror di Italia 1 fu più che mai azzeccata e il programma radunò davanti ai teleschermi milioni di giovanissimi fan nelle calde notti estive del 1989 e del 1990.

Tra i telespettatori affezionati c’erano sicuramente i gemelli Max e Ale Copertino, autori del documetario che si presenta a Como. Un atto d’amore dettagliatissimo, con interviste agli autori del programma e ai suoi protagonisti come Stefano Cananzi, che si nascondeva sotto il pesante mascherone dello zio, e il compianto Fabrizio Casadio, che prestava la sua voce al personaggio (una scelta geniale, se si pensa che era lo speaker ufficiale della rete). Il lavoro dei fratelli Copertino è stato presentato in anteprima al festival horror I giardini della paura a Parma l’estate scorsa. Ora Zio Tibia arriva a Como.

Smascherati! Ale Copertino, Stefano Cananzi, Alessandro Baldini, Max Copertino e Davide Giordano

Smascherati! Ale Copertino, Stefano Cananzi, Alessandro Baldini, Max Copertino e Davide Giordano

Il documentario è stato realizzato con la collaborazione di Stefano Cananzi, Farbizio Casadio, Rosalba Copelli, Natalino De Filippis, Cristina Lai e Matteo Molinari. Alessandro Baldini è l’autore delle interviste. Davide Giordano si è occupato della parte tecnica e delle riprese in diverse location.

Lascia un commento