Wow Music Festival 2016: la conclusione, i cuori gonfi, l’arrivederci e i mille grazie

0 690

È lunedì da circa due ore e ventidue minuti ormai. Ho passato la domenica a rielaborare tutto quanto. Ho incontrato amici, persone che c’erano e non c’erano, ragazzi che ci hanno messo del loro e altri che semplicemente sono venuti per una o per tutte e tre le serate senza perdersi una sola delle proposte musicali dell’evento.

A mente fredda, ripensandoci, ancora tremano le gambe.

C’è un momento in particolare del quale vorrei rendervi partecipi. Succedeva sabato sera, in uno dei pochi momenti in cui non ero in giro per i giardini del Tempio Voltiano ad ammirare e godere di tutto il lavoro svolto dagli addetti ai lavori, a mangiare e bere cose buonissime e a chiacchierare e ascoltare ciò che GiuliaAlice e Clara avevano da dire o chiedere nella frenesia/eccitazione generale riguardo i bellissimi articoli che avete letto in questi giorni, mi sono ritagliato un momento tutto per me sedendomi su un muretto adiacente al backstage dal quale riuscivo a vedere tutto. Sia gli artisti sul palco, che la gente che era li ad ascoltare con le braccia al cielo e il sorriso ebete di chi si sta godendo qualcosa.

Bazzer: Giulia Cattoni, Alice Pini e Clara Latarraca

Bazzer: Giulia Cattoni, Alice Pini e Clara Latorraca (Foto di Anna Tosatto)

C’è stato un momento in cui ho chiuso gli occhi e, riaprendoli, ho visto, ho osservato e fotografato nella mia mente, con un cuore gonfio così l’istante, la reazione di chi a questo festival ci lavora, ci impreca, ci piange e ci ride su da mesi per tirarne fuori qualcosa di grande, di mai visto a Como.

In quel momento ho visto questi ragazzi, queste menti che alle 21.05 di sabato, alle prime note del set dei Selton, guardavano la calca sotto il palco scambiandosi sguardi con occhi gonfi di lacrime e gioia, ho visto abbracci che nella vita, a parer mio, hanno dato a poche persone e increduli osservavano a ciò che la loro fatica e la loro voglia di dare qualcosa alla città in cui vivono, ai ragazzi che la popolano e alle persone che amano con lo sguardo di chi ha visto il proprio sogno, una delle loro più grandi aspettativa realizzarsi.

I Selton in mezzo al pubblico di wow music festival

I Selton in mezzo al pubblico di wow music festival (Foto di Andrea Butti)

È stato uno dei momenti più belli della mia vita. E no, non sto esagerando affatto.

Ho visto una piccola comunità stringersi attorno a qualcosa di enorme e stupendo e il semplice fatto di aver dato il mio misero contributo all’evento mi ha reso fiero e grato.

Altra cosa alla quale penso è che questa tre giorni di wow music festival, pur essendosi svolta dietro casa mia, ogni volta che a fine serata giravo la chiave nella serratura per chiudere e andare a dormire, la sensazione era quella di essere tornato dal viaggio di ritorno da una località a centinaia di km da qui.

Se penso a wow, non so voi, a me non viene in mente Como. Noi tutti siamo abituati a vedere la nostra città come una città esausta, come alla fine di una corsa lunga decenni. Per chi ci è stato, è stato fantastico ricredersi.

L’avete notato anche voi? Questa città non è mai stata tanto viva. La gente per la prima volta ha riempito spazi che è abituata a frequentare quasi tutto l’anno senza esporre la benché minima lamentela. Le facce sorridenti, la reazione dei ragazzi, la partecipazione, il lavoro dietro questo festival hanno fatto pensare a tutto fuorché che questa sia una città morta.

Grande successo per lo street food

Grande successo per lo street food (Foto di Andrea Butti)

Come dicevo un po’ più in su, ho lavorato a stretto contatto non solo con le tre Bazzer, ma con quasi tutto il personale e gli organizzatori del festival. Tre giorni di sole, moscerini, moscerini, caldo torrido, occhi gonfi… moscerini… ma ovunque io mi girassi c’era un sorriso, pacche sulle spalle, abbracci, disponibilità a palate, un clima disteso e un ambiente cristallino come il cielo pomeridiano sopra il palco.

Io dico che molte delle persone che vivono in questa città, molti degli addetti ai lavori che cercano di rendere questo posto un punto di riferimento, hanno molto da imparare da questi ragazzi. Avete presente la voglia? Ecco. La passione? Ok.

Il sindaco Mario Lucini, bazzato

Il sindaco Mario Lucini, bazzato

Anna è riuscita persino a fotografare il sindaco Mario Lucini sabato pomeriggio e questa la dice lunga sul potenziale di wow. Chissà se se ne rendono conto di quanto possa fare bene a questo posto lasciare in mano ai giovani degli spazi, chissà se saranno capaci di non mettere più il bastone fra le ruote o a considerare questi ragazzi responsabili di aver reso Como ancor più bella di quanto non lo sia già di suo nonostante i molteplici tentativi di farla morire.

Il weekend appena trascorso ha insegnato a tutti noi che ci siamo stati, da spettatori, da detrattori, da collaboratori o semplicemente da curiosi che volere è potere e loro, che hanno potuto, hanno saputo lasciare il segno.

Fate si che possano, ancora e ancora.

Come dicevo ieri, wow music festival ha tutti i presupposti per diventare, da eccezione, finalmente la regola.

Grazie.

Lascia un commento