wow e Como piacciono ai musicisti

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Nomen omen, si dice. È questo che mi ha spinta a chiedere per prima cosa agli artisti che hanno suonato ieri sera il perchè del loro nome d’arte. Il duo I’m Not a Blonde è il primo a rispondere alle mie domande: «Il nostro viene dal detto inglese to be a blonde, che significa essere stupida. Voleva essere una piccola provocazione ironica contro il mondo musicale italiano che è composto e gestito soprattutto da uomini». Altri nomi nascono per caso, come quello di Cosmo, consigliato da un amico che conosceva la sua passione per l’immaginario space, e portato letteralmente addosso dal cantante, che si presenta con una maglietta stellata. Iosonouncane invece ha creato il suo nome unendo parte del suo cognome, Incani, al titolo di una canzone di Tenco, Io sono uno. Per Go Dugong il nome nasce da un semplice e orecchiabile gioco di parole.

I’m Not A Blonde

I’m Not A Blonde

Tutti i gruppi si trovano d’accordo su un punto: prima nasce la musica in senso stretto, poi le parole. Per Cosmo queste servono a rafforzare la musica, «A far sentire al proprio pubblico ciò che sento io». Per il duo milanese al femminile spesso i testi nascono da improvvisazioni di Camilla sulle basi dai suoni elettronici e martellanti create insieme, ma sottolineano che questo non rende i resti meno importanti rispetto ai suoni.

Cosmo

Cosmo

Tutti sono affascinati dalla location: Millelemmi, rapper che ha accompagnato la performance di Go Dugong, mi dice di essere rimasto piacevolmente stupito dalla scelta e di trovare il luogo estremamente affascinante, circondato dal paesaggio del lago e da monumenti storici quali il Tempio Voltiano e il Monumento ai Caduti. «A Firenze (la città dove vive, ndr.) non possiamo permetterci di organizzare un festival all’aperto, che duri così tanto e che impieghi tutte queste risorse. È davvero bellissimo quello che è stato fatto».

Millelemmi e Go Dugong

Millelemmi e Go Dugong

L’unico gruppo a cui ho avuto occasione di rivolgere domande dopo la performance è la band di Iosonouncane, che, con pungente ironia, si è detta poco soddisfatta della reazione e del calore del pubblico.

Iosonouncane

Iosonouncane

Dopo aver riportato le parole degli artisti che hanno calcato il palco di wow music festival ieri, mi permetto di ritagliarmi un piccolo spazio per esprimere i pensieri e le sensazioni che l’esperienza che sto vivendo mi scatena. Questa sera mi sono sentita più che mai un pesce fuor d’acqua. Sicuramente l’essere timida per natura, la mia giovane età, il fatto di trovarmi alla prima esperienza e per la prima volta in contatto con artisti di un certo calibro, sono state le cause più significative di questa sensazione. Tuttavia mi sono trovata davanti persone (diciamo il peccato, ma non il peccatore) che, apprezzando poco il mio primo piccolo tentativo giornalistico, non hanno fatto assolutamente nulla per mettermi a mio agio, rispondendo alle mie domande con poca voglia o in modo sarcastico. In ogni caso, anche i momenti negativi sono necessari per vivere appieno un’esperienza e cercherò di fare tesoro di tutto quello che sto vivendo.

(Foto di Anna Tosatto)

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