Wow con Selton, Motta & Calcutta: un finale che spacca

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Ieri sera il Wow Music Festival ha spaccato (di brutto direi), su questo non c’è dubbio. Il palco è stato calcato da artisti pieni di energia, coinvolgenti, divertenti.

Il primo gruppo a presentarsi al pubblico comasco sono i Selton, band dalle origini brasiliane che unisce nelle sue canzoni portoghese, italiano e inglese. Voglia di infinito e Anima leggera (cantata in entrambe le lingue), riempiono i cuori malinconici, Qualcuno mi ascolta? offre uno spunto di riflessione sull’impossibilità di essere capiti o semplicemente ascoltati realmente. Nonostante i temi non proprio spensierati, il ritmo e l’ironia dei giovani brasiliani hanno creato un’atmosfera calda e spensierata. Questi quattro ragazzi hanno portato una ventata di allegria, suonando pezzi freschi, leggeri, che invitano a ballare. Impossibile non notare la forte connessione tra i quattro artisti, che si sono vestiti allo stesso modo e che hanno spesso cantato in coro, giocando anche con il pubblico entusiasta.

Selton

Selton

Motta si presenta sul palco con una maglietta grigia e dei jeans scoloriti, che insieme ai capelli lunghi e scuri e al viso scavato dai grandi occhi, gli conferiscono un aspetto quasi spettrale. Ma a dispetto dell’apparenza, i brani del giovane cantante pisano sono carichi di energia. Per un album a cui è molto difficile rendere giustizia nelle performance live, Motta sceglie di farsi accompagnare da una band dai suoni rockeggianti ma anche elettronici, che unisce alla sua chitarra acustica. Una volta salito on stage, il cantante ha iniziato a giocare con i suoi musicisti, intervenendo sui loro strumenti e muovendosi e ballando tra di loro. Nella scaletta ha voluto riproporre uno dei brani scritti con i Criminal Jokers (band di cui faceva precedentemente parte), ma ha anche suonato i successi del suo ultimo album come Sei bella davvero e La fine dei vent’anni, con grande gioia del pubblico.

Francesco Motta

Francesco Motta

L’headliner della serata, il giovane ed emergente Calcutta, è un personaggio a dir poco particolare: il suo outfit è composto da un azzardato abbinamento di pantaloncini neri, impermeabile blu elettrico con cappuccio e cappellino verde brillante. Tra una canzone e l’altra si accende un paio di sigarette, dopo essersi lamentato di averne fumate troppe durante la giornata. Dedica uno dei primi brani all’aria condizionata degli alberghi, un’altra al suo nuovo gruppo preferito: i Selton. Suona due volte lo stesso brano, quello di maggiore successo, Cosa mi manchi a fare, per «Mancanza di pezzi». Il pubblico lo adora e lui si lascia adorare, lasciando alla platea il compito di cantare alcune parti delle canzoni. Scende dal palco prima della fine e quando vi risale, dà di nuovo a tutti il benvenuto. Insomma, non si riesce a capire se Calcutta c’è o ci fa, ma ci piace tanto anche così. Forse ci piace soprattutto per questo.

Calcutta

Calcutta

A conclusione della serata uno scatenato pubblico accoglie con entusiasmo i pezzi elettro-dance del dj set di Pigro On The Sofa, nei quali abbiamo potuto riconoscere anche le voci di Paul McCartney e di Franco Battiato. La serata si chiude in bellezza con gli spettatori che si muovono a ritmo sui bassi del giovane artista bergamasco.

Pigro On The Sofa

Pigro On The Sofa

(Foto di Anna Tosatto)

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